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Italia penultima nell’UE per numero di laureati

Secondo i dati emersi dall’ultimo rapporto Eurostat, dopo la Romania è l’Italia il peggior paese dell’Unione Europea per percentuale di laureati di età compresa tra i 30 e i 34 anni.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 28 aprile 2017, alle ore 14:46

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Italia penultima nell’UE per numero di laureati
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Stando a quanto si può ricavare dall’ultimo rapporto Eurostat, in Italia il numero dei laureati è decisamente inferiore rispetto alla media europea.

L’Ufficio Statistico dell’Unione Europea posiziona il nostro Paese nella zona più bassa di quella che è la lista dei Paesi membri: peggio di noi c’è solo la Romania.

Considerando i dati del 2016 e focalizzandosi sulla fascia di età compresa tra i 30 e 34 anni, in tutti i Paesi si è riscontrato un aumento della percentuale dei laureati rispetto all’anno 2002. In Italia il numero è addirittura raddoppiato, passando dal 13,1% del 2002 al 26,2% dello scorso anno.

Nonostante il trend più che positivo, il nostro Paese rimane però ben al di sotto della media europea, dove la percentuale di dottori di età compresa tra i 30 e 34 anni è pari al 39,1%. Il Belpaese rimane quindi ben lontano dal target previsto per il 2020, anno in cui in ogni paese UE dovranno essere laureati il 40% dei giovani di età compresa tra i 30 e i 34 anni.

Con questi numeri l’Italia risulta penultima in Europa: alle proprie spalle chiude la classifica la Romania con il 25,6% di laureati. In cima alla lista, il paese più virtuoso è la Lituania con il 58,7%. Dietro al paese baltico seguono il Lussemburgo con il 54,6% e Cipro con il 53,4%.

Così come in tutti gli altri paesi UE, anche in Italia a laurearsi di più sono le donne con una quota del 32,5% contro il 19,9% degli uomini. Per quanto riguarda invece l’abbandono scolastico, il nostro Paese occupa il quintultimo posto con una percentuale pari al 14%: l’obiettivo europeo per il 2020 è in questo caso il 10%. Il che vuol dire che a quella data la percentuale dei giovani di età compresa tra i 18 e 24 anni che non avranno conseguito un diploma di scuola secondaria non dovrà superare il 10%. Sotto questo punto di vista, peggio di noi troviamo Portogallo, Romania, Spagna e Malta. Agli antipodi troviamo Croazia, Lituania e Slovenia che segnano tassi di abbandono inferiori al 5%.

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Cosa ne pensa l’autore

Antonio Sorice - Ancora una volta il nostro Paese non brilla per quanto riguarda il tasso di istruzione. Del resto i dati forniti da Eurostat continuano a classificare come meno virtuosi i paesi del Sud Europa, Italia compresa. Un basso numero di laureati non è certo un vantaggio in quella che oggi è un’Europa senza frontiere. E se quei pochi che ci sono decidono di emigrare, il quadro si fa ancor più preoccupante.

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