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Pausa pranzo alla scrivania? Per gli psicologi non è una buona idea

Per gli psicologi pranzare alla scrivania non renderebbe affatto più produttivi, anzi, stando alle loro conclusioni, i risvolti negativi supererebbero quelli positivi. Vediamo meglio di capire il perché

Benessere
Pubblicato il 3 agosto 2017, alle ore 14:42

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Pausa pranzo alla scrivania? Per gli psicologi non è una buona idea
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Si sbaglia di grosso chi ritiene che non staccare durante la pausa pranzo sia la soluzione ideale per migliorare la propria produttività al lavoro. Almeno questo è quanto si può evincere dalle conclusioni formulate dagli psicologi chiamati ad esprimersi in merito a questa particolare abitudine.

Secondo gli esperti, rimanere attaccati alla scrivania durante la pausa pranzo minerebbe non di poco il benessere psico-fisico. Distaccarsi fisicamente e mentalmente dal posto di lavoro aiuterebbe invece a ricaricarsi, in quanto permetterebbe al cervello di cambiare prospettiva. Grazie a tutto ciò sarebbe più facile ritornare efficienti al momento di rimettersi all’opera.

In altre parole, anche la nostra mente avrebbe necessità di svago e distrazione. E in fin dei conti la pausa pranzo è stata istituita tenendo conto anche di questa motivazione. Allontanarsi dalla scrivania per cambiare aria, interagendo allo stesso tempo con il prossimo, sarebbe un vero e proprio toccasana per la nostra salute.

Inoltre diventerebbe un momento di socializzazione utile per approfondire le relazioni con i colleghi; ma si avrebbe anche l’occasione per conoscere nuove persone per esempio al bar o al ristorante.

A supporto di tutto ciò troviamo anche le conclusioni raggiunte da uno studio condotto da Kevin Kniffin della Cornell University dello Stato di New York. Il ricercatore specializzato nello studio comportamentale dei gruppi, ha notato maggiore collaborazione e migliori prestazioni tra le persone abituate a mangiare insieme.

Il segreto sarebbe da ricercare nella “commensality”, ossia quel particolare rapporto che si viene ad instaurare nel momento in cui tutti i commensali si trovano a condividere il pasto. Ed è anche la condivisione del pranzo a cementare le relazioni presenti all’interno del gruppo.

Per i lupi solitari o per coloro che proprio non digeriscono i colleghi di lavoro, il suggerimento sarebbe quello di sfruttare la pausa pranzo per incontrarsi con amici e parenti. Ma potrebbero anche fare altro, come ad esempio del sano esercizio fisico. Ma indifferentemente da quello che si deciderà di fare, l’importante è tenere a mente un aspetto fondamentale: la pausa deve essere utilizzata per staccare il corpo e la mente dal lavoro.

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Cosa ne pensa l’autore

Antonio Sorice - Per gli psicologi la pausa pranzo deve essere un momento di svago e di socializzazione. Solo in questo modo è possibile staccare la spina dal lavoro, riposarsi e ritornare ricaricati per affrontare la seconda parte della giornata di lavoro. Io personalmente non sono proprio d’accordo, anche perché molto spesso dopo la pausa può essere difficile ritrovare la voglia per riprendere il filo del discorso che si aveva dovuto interrompere.

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Commenti
Nicola Celentano

06 agosto 2017 - 01:46:13

sono d'accordo con antonio, ''chi si ferma è perduto''.

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