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Allarme smog: a Torino un bimbo su due a rischio di patologie cancerogene

Presentati, dall'Università di Torino, i risultati di una ricerca in riferimento all’impatto che avrebbero gli agenti inquinanti, contenuti nell’aria di alcune città italiane, soprattutto sui bambini.

Ambiente
Pubblicato il 22 dicembre 2016, alle ore 14:14

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Allarme smog: a Torino un bimbo su due a rischio di patologie cancerogene
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Lo dice uno studio appena presentato e realizzato dall’Università di Torino in collaborazione con altri atenei italiani, su un campione di 1.200 bambini tra i sei e gli otto anni residenti nel capoluogo piemontese, oltre che a Brescia, Pisa, Perugia e Lecce.

La ricerca risulta incentrata sullo studio degli effetti che avrebbero le micro polveri inquinanti sul corredo genetico e sul sistema biologico dei piccoli sottoposti al controllo. Attraverso un prelievo di campioni direttamente dalla bocca dei piccoli studenti, i ricercatori hanno potuto constatare che ben oltre la metà presentava tracce di un indicatore responsabile della mutazione del Dna.

Pur non volendo creare timori eccessivi, la ricerca – attuata attraverso finanziamenti provenienti dalla Commissione Europea – ha dimostrato come le polveri contenute nell’aria di queste città italiane, ma in generale di molte, siano responsabili di effetti tossici e cancerogeni sul corpo umano, in particolare su quello più debole e non ancora pienamente formato dei bambini.

Il periodo peggiore, a livello di smog, è ovviamente quello invernale, in quanto il massiccio utilizzo delle auto, a causa delle basse temperature, del riscaldamento delle abitazioni e delle scarse correnti ventose, oltre che alla mancanza di precipitazioni, porta ad una concentrazione di poveri sottili nell’aria delle nostre città ben oltre le soglie consentite dalla Comunità Europea e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Le analisi, fanno sapere i responsabili dello studio, proseguiranno anche in altri periodi dell’anno per capire se le mutazioni siano causate esclusivamente dallo smog o se dipendano anche da altri fattori.

I risultati dello studio verranno presi in considerazione anche dalle amministrazioni comunali delle città coinvolte per pianificare, oltre alle classiche misure emergenziali riferite al blocco del traffico per alcune tipologie di mezzi di trasporto maggiormente inquinanti, azioni di lungo periodo finalizzate alla diminuzione dei livelli delle polveri nell’aria.

Queste informazioni possono anche essere utilizzate da ogni singolo cittadino per comprendere finalmente come cambiare il proprio stile di vita e diminuire l’impatto degli agenti inquinanti sul nostro corpo attraverso un minor utilizzo dell’auto a fronte di un aumento dell’attività fisica unito ad un regime alimentare più controllato.

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Cosa ne pensa l’autore

Pietro Bellini - Credo che ognuno di noi dovrebbe prendere fortemente in considerazione i risultati di questo studio eseguito dai ricercatori dell'Università di Torino, pensando a quanto male stiamo facendo, da un punto di vista ambientale, al nostro pianeta e quindi a noi stessi ed ai nostri figli. I dati della ricerca sono allarmanti, con oltre il 50% dei bambini che sono stati oggetto dello studio che hanno presentato segni di possibili mutazioni nel Dna, con il possibile sviluppo di patologie dovute proprio all’eccessivo inquinamento atmosferico.

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Commenti
Lucia Visalli

31 gennaio 2017 - 20:02:46

Si deve trovare una soluzione valida a questo problema

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