Nelle ultime ore X, la piattaforma precedentemente nota come Twitter, ha completato la pubblicazione del proprio algoritmo di feed, portando a termine un impegno annunciato da Elon Musk pochi giorni fa. Il rilascio del codice sorgente arriva a tre anni dal primo tentativo del 2023, quando Musk, appena acquisita la piattaforma, aveva promesso maggiore trasparenza.
All’epoca, però, la condivisione del codice fu criticata come “trasparenza di facciata”: incompleta, poco documentata e incapace di spiegare davvero il funzionamento interno dei meccanismi di raccomandazione dei post. Questa volta il rilascio appare più accurato. Pubblicato su GitHub, il codice è corredato di documentazione chiara, diagrammi esplicativi e aggiornamenti programmati ogni quattro settimane. L’algoritmo mostra come vengono selezionati i contenuti per il feed di ciascun utente: analizza la cronologia di interazione, i post recenti della rete di contatti e suggerisce anche contenuti “fuori rete” grazie a modelli di machine learning che stimano ciò che potrebbe interessare all’utente.
Il sistema filtra automaticamente post provenienti da account bloccati, parole chiave silenziate o contenuti classificati come violenti o spam, ordinando i risultati in base alla probabilità di interazione, considerando like, risposte, repost e altri segnali di interesse, oltre a criteri di rilevanza e diversità. Tutto il processo è basato su intelligenza artificiale, affidandosi al modello transformer interno di xAI, Grok.
Il sistema apprende direttamente dai comportamenti degli utenti senza interventi manuali per definire la rilevanza dei contenuti, riducendo la complessità delle pipeline dati e dell’infrastruttura di erogazione. Tuttavia, il rilascio avviene in un contesto controverso: X è stata multata dall’Unione Europea per 140 milioni di euro per presunte violazioni degli obblighi di trasparenza previsti dal Digital Services Act, in particolare riguardo al sistema di verifica degli account. In aggiunta, il chatbot Grok è sotto scrutinio negli Stati Uniti: le autorità californiane e diversi legislatori hanno segnalato che la tecnologia è stata utilizzata per generare contenuti sessualizzati, comprese immagini di donne e minorenni.
In questo contesto, il rilascio del codice sorgente rischia di essere percepito da alcuni come un’operazione di facciata, volta più a ribadire l’impegno per la trasparenza che a risolvere problemi strutturali della piattaforma. Nonostante le polemiche, il nuovo open sourcing permette finalmente a sviluppatori e osservatori esterni di comprendere come X gestisca i contenuti e valuti l’engagement, offrendo un livello di trasparenza mai visto prima per la piattaforma. Resta da vedere se Musk riuscirà a trasformare questa apertura in fiducia reale o se le sfide legali e le controversie legate a Grok continueranno a mettere in ombra l’iniziativa.