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World Backup Day: ecco i consigli degli esperti per mettere al sicuro i propri dati

Secondo le ultime statistiche, un utente su tre non ha mai effettuato il backup dei propri dati, perdendo il frutto del proprio lavoro, o ricordi importanti. Ecco, quindi, i consigli per un corretto salvataggio, stilati durante l'ultimo World Backup Day.

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Pubblicato il 1 aprile 2019, alle ore 09:50

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World Backup Day: ecco i consigli degli esperti per mettere al sicuro i propri dati

Secondo il report “Extracting Value from Chaos”, redatto da Idc, ogni anno vengono prodotti 1.8 zettabyte di file, una cifra enorme che, però, non trova riscontro nell’attenzione agli stessi, visto che quasi una persona su tre (il 33% secondo la recovery house Ontrack) non ha mai effettuato un backup dei propri dati. Ecco perchè gli esperti, in occasione della giornata mondiale del backup (World Backup Day), celebrata il 31 Marzo, hanno fornito pochi e semplici consigli per salvare i propri ricordi o dati di lavoro. 

Secondo quanto consigliato da Aruba, Veritas Technology, ed Ermes Cyber Security, occorre salvare i dati 3 volte: una sul device che li ha generati, e due su dispositivi ad hoc, tenuti lontani l’un dall’altro (per evitare che un furto, o un incendio, raddoppi la portata del danno), e scelti con tecnologie differenti (es. una penna USB e un HDD, per scongiurare il pericolo di una partita di prodotti difettati). Ormai le soluzioni in merito sono affidabili, e dunque, è bene affidarsi anche al cloud storage (es. MEGA, GDrive, iCloud, Dropbox, OneDrive, etc), visto che permette un accesso remoto ai dati (in alcuni casi anche rieditabili), non vincolato ad un particolare device o sistema operativo. 

No al risparmio. Nella scelta delle soluzioni per il backup, la cosa peggiore che possa capitare è di aver riposto la fiducia in opzioni convenienti ma inaffidabili, a causa delle quali si siano persi i propri dati. Sia che si scelga un dispositivo per il backup, sia che ci si rivolga ad un erogatore di servizio, vanno sempre attenzionate a dovere le ultime tecnologie del settore, la fama del marchio, ed il rispetto di determinati standard (es. ISO 9001 e 2700). 

Terminato il backup, va eseguito un test di ripristino, con la finalità di assicurarsi che – in sede di memorizzazione – non vi siano stati errori di trascrizione: Acronis True Image, rinomato software (a pagamento, alternativo al gratuito Macrium Reflect) per i backup dei dati, ha – ad esempio – un’opzione per testare la procedura di ripristino.

I backup, comprensivi anche di immagine specchio del proprio sistema, vanno protetti, sia quelli fisici che quelli online, con password complesse, univoche per ogni salvataggio, magari affidate ad appositi software di gestione (come LastPass), prevedendo – nel contempo – delle strategie di “Disaster Recovery”, nel caso un evento straordinario avesse mandato in crash un servizio, ed occorresse ripristinarlo in breve tempo, onde non interromperne l’erogazione.

Molto importante, infine, è non rimandare il backup, posto che un imprevisto può capitare in ogni istante. Per tale motivo, è possibile rivolgersi a software che garantiscono un backup automatizzato (in alcuni casi anche criptato) dei file, potendo impostare orari particolari (in modo da non sottrarre capacità elaborativa o frequenza di banda alla routine di lavoro), e scegliere tra backup completi o differenziali/incrementali (sì da non dover rifare l’intero backup da capo, salvando solo le differenze). 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Aver letto questi consigli, un po' mi rincuora visto che molte di queste strategie le applico regolarmente, avendo imparato a mie spese cosa voglia dire perdere il backup di un dato, o l'operatività di un computer perché non avevo eseguito un backup o generato un punto di ripristino del sistema. Pertanto, le consiglio vivamente anche ai lettori ed agli autori di Fidelity, per non perdere il frutto delle proprie passioni, portate avanti con impegno quotidiano.

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