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Social Street: cosa succede quando dal virtuale si passa al reale

Se vi siete accorti che non conoscete nessuno dei vostri vicini è ora di sperimentare il Social Street: gruppi segreti di Facebook dove scrivere, conoscere e interagire, non solo virtualmente, con gli abitanti della nostra stessa via.

Internet e Social
Pubblicato il 1 aprile 2014, alle ore 09:00

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Social Street: cosa succede quando dal virtuale si passa al reale

Prima è stata la volta di Bologna, poi Milano, Roma e Torino ed ora tutt’Italia è stata coinvolta. Stiamo parlando di Social Street, una bacheca virtuale per incontrare gli, sempre più spesso, sconosciuti vicini di casa.

Capita spesso, infatti, nelle grandi città, ma anche nei nuovi borghi non metropolitani, di passeggiare per anni in vie dove non si conosce nessuno e di sentirsi isolati pur vivendo in un affollato condominio. Social Street nasce proprio dalla necessità di uscire dalla propria residenza per cercare e allacciare contatti con le persone che abitano vicino. Insomma di fare comunità. Meglio ancora se solidale.

Il primo gruppo di questo tipo è nato grazie a Federico di Bologna che voleva cercare compagni di gioco per il figlio Matteo di 2 anni. Ha quindi creato un gruppo su Facebook e affisso alcuni volantini che invitavano all’iscrizione. Il successo è stato immediato: venti, cinquanta, cento persone si sono iscritte già a settembre e ora il gruppo conta ben cinquecento unità. Dal semplice scambio del saluto in breve si è passati allo scambio di servizi organizzando cene e pranzi sociali, pulizie dalla strada comune ma anche corsi di inglese, gruppi di gioco per bambini e gruppi di acquisto alimentare.

Se vi state chiedendo quali sono le linee guida per aprire il vostro rione al Social Street, ecco alcuni consigli:

1)      Aprire un gruppo su Facebook: è facile, rapido e ovviamente gratis. Il Social Street infatti non ha fini di lucro. È consigliabile impostare il gruppo su “Chiuso” in modo da mantenere la privacy su tutto quello che vi verrà scritto.

2)      Pubblicizzare il gruppo: non stiamo parlando di campagne di social marketing, ma di “vecchi” quanto efficaci volantini da distribuire ai negozianti o da affiggere sulle bacheche dei palazzi. Ricordiamo che il Social Street non punta a raccogliere un grande numero di persone, ma a creare comunità sane e collaborative.

3)      Passare dal virtuale al reale: basterà creare degli eventi ad hoc per fare amicizia con i “nuovi” vicini.

Da questo esempio è chiaro come la necessità di “stare insieme” non è morta con l’avvento dei social network , ma al contrario si sta risvegliando la volontà di ricostruire l’aggregazione tipica di tutte le città Italiane.

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