Mark Zuckerberg si avvicina a Trump: Joel Kaplan nuovo presidente degli affari globali di Meta

Meta riorganizza i suoi vertici con una mossa strategica: Joel Kaplan, figura chiave per i repubblicani, assume un ruolo centrale nell’azienda, segnalando un cambio di rotta politico sotto la guida di Zuckerberg

Mark Zuckerberg si avvicina a Trump: Joel Kaplan nuovo presidente degli affari globali di Meta

Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Meta, sembra intenzionato a rafforzare i rapporti con il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump. Dopo una donazione di un milione di euro destinata alla cerimonia di insediamento del tycoon e una visita a Mar-a-Lago lo scorso dicembre, Zuckerberg ha compiuto un ulteriore passo significativo: la nomina di Joel Kaplan, noto repubblicano ed ex vice capo di gabinetto dell’amministrazione Bush, come nuovo presidente degli affari globali di Meta. 

La notizia è stata confermata dallo stesso Nick Clegg, predecessore di Kaplan, in un post su Facebook. Clegg, ex vicepremier del Regno Unito e figura di spicco nel gruppo Meta, ha annunciato la sua decisione di lasciare l’azienda dopo sette anni di servizio. Durante il suo mandato, ha affrontato sfide cruciali, tra cui le crescenti preoccupazioni legate all’impatto dei social media sui giovani. Kaplan, che fino ad oggi ha ricoperto il ruolo di vicepresidente delle politiche pubbliche globali di Meta, è considerato una figura chiave per i rapporti con il partito repubblicano.

La sua esperienza come vice capo di gabinetto durante la seconda amministrazione di George W. Bush ne fa un profondo conoscitore delle dinamiche politiche conservatrici, rendendolo un punto di contatto ideale tra Meta e la nuova leadership americana. Questa mossa rappresenta una tappa significativa nel processo di riallineamento politico dei colossi tecnologici, che sembra essere stato accelerato dalla vittoria di Trump contro Kamala Harris alle elezioni presidenziali dello scorso novembre. Non è un segreto che Elon Musk, CEO di Tesla e SpaceX, sia un alleato stretto del presidente eletto.  Jeff Bezos, fondatore di Amazon, è stato tra i primi a congratularsi pubblicamente con Trump dopo il risultato elettorale.

Con la nomina di Kaplan, anche Zuckerberg dimostra di voler posizionare Meta in una posizione di favore rispetto alla nuova amministrazione, preparandosi a navigare un panorama politico potenzialmente complesso. La scelta di Joel Kaplan non è casuale. Oltre alla sua esperienza politica, il 55enne americano ha dimostrato capacità di mediazione e costruzione di rapporti strategici, qualità indispensabili per gestire le relazioni globali di Meta in un periodo in cui i colossi tecnologici sono sotto il costante scrutinio pubblico e normativo.

L’intento di Zuckerberg potrebbe essere duplice: da un lato, migliorare i rapporti con l’amministrazione Trump, dall’altro, promuovere un’immagine di maggiore equilibrio politico per Meta, spesso accusata in passato di essere troppo vicina alle posizioni progressiste. La nomina di Kaplan potrebbe rappresentare un segnale di un cambio di strategia più ampio nel settore tecnologico, con aziende leader come Meta che si adeguano alle nuove realtà politiche. Resta da vedere come questa mossa influirà sul rapporto tra Big Tech e il pubblico, nonché sulle politiche normative che interesseranno il settore nei prossimi anni. Mark Zuckerberg, con questa decisione, sembra voler dimostrare che Meta è pronta a giocare un ruolo di primo piano nel dialogo con la nuova leadership americana, puntando su una figura capace di garantire continuità e solidità nei rapporti politici. 

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