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Interrogativi sulla privacy dello Spid: chiunque può leggere i dati di un terzo

Alcuni Comuni hanno attivato il servizio di richiesta di certificati di terzi. Entrando con il proprio Spid e dettando il Codice fiscale della persona ricercata, è possibile ottenere i documenti di cui si necessita.

Internet e Social
Pubblicato il 6 aprile 2021, alle ore 17:58

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Interrogativi sulla privacy dello Spid: chiunque può leggere i dati di un terzo

Sono sufficienti due elementi – Spid e Codice fiscale della persona di cui si stanno cercando i dati – e si possono leggere online l’anagrafe di ogni cittadino italiano. Non tutti i Comuni si sono già attivati, ma quelli che vi hanno aderito, come previsto dall’articolo 33 del Dpr 223/89, hanno dato la possibilità a chiunque di leggere e stampare stati di famiglia, atti di nascita e certificati di residenza

Secondo il Dpr 223 ciascun cittadino, se identificato con Documento di Identità, può chiedere certificati anche per altre persone. La questione suscita qualche domanda, ma il Garante della privacy ha dato il suo placet.

Alessandro Francioni, dirigente per i servizi di agenda digitale, prossimità al cittadino e semplificazione del Comune di Bergamo, ha spiegato che questa norma è stata pensata “per dare certezza a determinate azioni giuridiche o amministrative, che richiedono la necessità di risalire alla persona che le ha compiute” come può accadere quando un assegno viene compilato male o una multa non è stata completata in tutti i dati necessari.

Tutto è cominciato, dunque, nel 1989: nel 2015la norma ha recepito la transizione al digitale“, si legge in ilsole24ore.com, ma se fino a ieri risultava faticoso rincorrere dei dati, ora non è più così. Da casa con il proprio Spid si entra nella piattaforma di un Comune già attivo per la richiesta di certificati di terzi e dà lì si arriva nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr). In questa banca dati, scrive Antonello Cherchi, in ilsole24ore.com, “7.348 Comuni sono già collegati e 194 in via di farlo”. 

Per portare a termine la procedura è necessaria la propria carta di identità (numero e data di rilascio), e il codice fiscale della persona di cui si vuole chiedere il documento: se il Comune di residenza di questa persona è collegato all’Anpr, in pochi secondi verrà restituito un atto in formato Pdf.

Resta aperta la questione che la persona “ricercata” non sa che qualcuno abbia cercato sue informazioni: l’unico modo per questa persona sarebbe quello di entrare nell’Anpr, ma senza motivo è difficile che questo accada. Una via d’uscita si affaccia in un possibile “alert”, fattibile attivando un domicilio digitale di cui si parla da tempo.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Alla faccia della privacy! Dunque se io volessi cambiare residenza per far perdere le mie tracce, questo non è più possibile. E non posso farci nulla. Credo che un "alert", almeno un avviso digitale, sia d'obbligo: avrò il diritto di sapere chi ha in mano i miei dati o no!?

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