Iscriviti

In Italia esistono almeno 30 mila ragazzi che vivono solo in Rete

In Italia il fenomeno dei ragazzi che vivono solamente sul Web, dimenticando la vita reale, ha raggiunto livelli molto preoccupanti: sono dei soggetti che necessitano di veri e propri trattamenti medici per riprendere un'esistenza normale.

Internet e Social
Pubblicato il 23 febbraio 2018, alle ore 11:46

Mi piace
15
0
In Italia esistono almeno 30 mila ragazzi che vivono solo in Rete

In Italia il fenomeno dei ragazzi, dell’età compresa tra i 12 anni e i 20 anni, che sono completamente dipendenti da Internet e che escludono quasi completamente la vita reale è un dato di fatto, una emergenza che non riguarda solamente un aspetto della vita relazionale, ma anche un problema sanitario che deve essere riportato alla normalità con trattamenti medici e psicologici.

Questi giovani soggetti soffrono di dipendenza dalla Rete, sono isolati completamente nel contesto della vita sociale, soffrono di nomofobia, ovvero della paura di perdere la connessione Internet, e sono in molti casi anche vittime di cyberbullismo: tutti dati preoccupanti che portano questi ragazzi ad avere forti complessi mentali, psicologici ed isolamento totale rispetto alle dinamiche familiari e di amicizia.

I “ritirati sociali” vengono descritti da David Martinelli, esperto del Centro pediatrico interdipartimentale psicopatologia da web della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma; questo fenomeno, secondo l’esperto, è fortemente sottostimato e spesso i genitori non riescono ad aiutare  i loro figli ad uscire da questo stato di isolamento che piano piano ne deteriora il modo di ragionare e di concepire le dinamiche sociali della vita reale.

Il professor Martinelli è uno dei principali relatori della prima conferenze di questo genere, chiamata “S-connessione”, promossa dal Ministero della Salute: questo primo incontro nazionale sull’argomento dà l’idea che il campanello d’allarme sui “ritirati sociali” sta suonando da tempo e che è necessario intervenire con tutti i mezzi sanitari possibili per preservare il futuro di queste giovani vite.

Nei casi peggiori, il “ritirato sociale” impazzisce nel caso perda la connessione Internet, per risolvere i propri problemi cerca solo riferimenti su Internet, perde le relazioni amicali vere, cercando falsi conoscenti sulla rete che li possano soddisfare. Le terapie utilizzate per guarire questi casi preoccupanti sono d’urto e drastiche: si passa da un periodo di totale disconnessione, nel quale i ragazzi, con l’aiuto degli psicologi, cercano di ritrovare una vera dimensione della vita e, seguiti sempre dagli esperti, piano piano vengono indotti a nuove amicizie nel mondo reale, stavolta non più in Rete.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Il bombardamento di social network, dei giochi online e di tanti siti che condizionano la vita dei giovani li sta portando, nel caso di soggetti predisposti e con difficoltà relazionali, a dimenticare che esiste un mondo reale, cercando rifugio in un luogo, quello del Web, dove credono di trovarsi protetti e, dove nei fatti, sono più indifesi ed esposti al pericolo di confondere il virtuale con il reale. Esistono interi reparti medici, come quello dell'ospedale Gemelli di Roma, che lavorano intensamente per curare la psiche di questi ragazzi (30.000 solo in Italia sono davvero tanti) e che, grazie al loro impegno, molti di loro riescono a tornare a distinguere la vita vera da quella in rete e vivono come una seconda esistenza, dopo un lungo periodo di buio passato davanti allo schermo di ogni genere di dispositivo.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!