In un mondo come il nostro, dove internet scandisce la vita di tutti i giorni, sono molti i problemi e i disagi in cui ognuno di noi si può imbattere.
La rete pullula di questi elementi che non possono essere identificati in un preciso genere poichè variabili e con diverse conseguenze ed influenze. Le precauzioni in questo ambiente non sono mai troppe, soprattutto se dietro allo schermo di quel computer, smartphone o tablet vi sono dei minori.
E’ proprio con queste intenzioni che numerose aziende da un po’ di anni a questa parte hanno deciso di sviluppare tecnologie apposite (spesso con potenti e complicati algoritmi) nel tentativo di tappare quelle che sono le falle della rete. In questa direzione si sono mosse soprattutto le aziende che sicuramente un po’ tutti conosciamo o perchè facciamo uso dei loro servizi o semplicemente per fama, come: Facebook, Twitter, Microsoft e Google.
Tra le tematiche più discusse in questo senso vi è quella della pedo-pornografia, soggetto di numerose discussioni da parte di tutte quelle organizzazioni che curano il web. Infatti, con l’avvento di internet, la pornografia legata ai minori ha avuto uno slancio alquanto preoccupante.
Secondo alcune voci del web, lo scorso anno a spingere nello sviluppo di una soluzione a tale problema è stato il premier britannico David Cameron il quale si è definito “disgustato dalla proliferazione della pedo-pornografia sul web”. Tornando invece all’impegno dato da note aziende in questo ambito, possiamo dire che le promesse sono state mantenute nel corso degli anni. Per fare un esempio Microsoft ha sviluppato un software che prende il nome di PhotoDNA, tale programma consiste in una tecnica di “marcatura digitale” ed è impiegato anche da Facebook e Twitter.
Per quanto riguarda Google, invece, le cose sono state fatte pensando ancora un po’ più in grande. L’azienda creatrice del famoso motore di ricerca ha iniziato a sviluppare una soluzione alla pornografia sui minori già nel 2008, grazie all’impiego di una tecnica chiamata hashing che consiste nel creare un database contenente dati in merito a tale tema contrassegnandoli con una “traccia digitale” in modo che se queste immagini o video venissero messe di nuovo sul web sarebbero subito rintracciate. La vero notizia però è che grazie a Google e alle precauzioni da essa prese è stato recentemente possibile rintracciare e far arrestare un uomo che attraverso il servizio Gmail inviava foto con contenuti di pedo-pornografia.
In poco tempo l’azienda ha contattato le autorità che si sono occupate dell’uomo. Come vediamo dunque i risultati col tempo si intravedono e la sicurezza grazie ad aziende come Google inizia ad essere più importante e considerata anche sul web.