Iscriviti

Gli influencer chiedono tutele, vogliono un sindacato tutto loro

Già da qualche giorno le star del web chiedono delle tutele. È stata l’influencer Mafalda de Simone a lanciare la proposta di creare un sindacato, come quelli già presenti in Usa e Inghilterra.

Internet e Social
Pubblicato il 29 aprile 2021, alle ore 15:24

Mi piace
3
0
Gli influencer chiedono tutele, vogliono un sindacato tutto loro

Ad oggi quella dell’influencer marketing è una vera e propria industria che nel 2022, secondo Vogue Business, potrebbe raggiungere un giro d’affari di 15 miliardi di dollari. E quella dell’influencer, individui molto popolari sul web con la capacità di influenzare comportamenti e scelte di utenti e di consumatori, è una professione molto ambita soprattutto dai più giovani.

Nonostante per molti sia ancora difficile considerare quella dell’influencer come una professione, oramai se ne ha l’evidenza. Infatti, dopo la proposta di richiedere un sindacato fatta da Mafalda De Simone, ragazza di 25 anni con 176mila follower su Instagram, si sono associati in tanti suoi colleghi e colleghe. La richiesta principale è di nuove regole sugli aspetti economici, poi la supervisione dei contratti per garantire un trattamento paritario alle superstar che riescono a conquistare contratti milionari e quindi meno interessati a un trattamento equo.

Ma non esistono solo le star, esiste anche tutto un universo di influencer minori che ambisce ad avere le stesse rivendicazioni di cui godono l’operaio o il cuoco e altri lavori per così dire più “classici”. Secondo Paola Di Benedetto, influencer da 700mila follower con un’esperienza maturata dopo anni nel settore, dichiara: “È un errore pensare di far tutto da soli, bisogna proteggersi, avere alle spalle qualcuno che ti preceda e tratti per te con le aziende”

Aggiunge, Yuri Gordon Sterrore, con 764mila follower su Instagram, spiegando: “appena arrivano i soldi il mondo intorno a te si popola di squali. Senza la persona giusta accanto non solo si rischia di non saper chiudere i contratti, ma anche di veicolare, senza volerlo, contenuti non appropriati o offensivi”

Difatti il mondo dell’influencer marketing, per tutti coloro che ottengono un ampio consenso, può essere fonte di cospicui guadagni ma l’apprezzamento e i consensi sono spesso labili e possono essere persi in un batter d’occhio, con un comportamento poco azzeccato o una mancata presa di posizione.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Giulia Tirabosco

Giulia Tirabosco - In un momento come questo dove oramai un'influencer può arrivare a guadagnare migliaia di euro o più, e quasi logico che ciò che fa per guadagnare sia un lavoro. Certo può essere difficile definire chi possa essere considerato influencer di professione e chi no, ma l'emergere di una richiesta di questo tipo la dice lunga sul fatto che anche per questa categoria non è tutto rose e fiori come sembrerebbe.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!