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Facebook: test interfaccia, novità contro disinformazione e pro privacy

Nonostante nei giorni del CES 2020 siano ben altre le realtà ad attrarre gli interessi della stampa, Facebook si è ritagliata un attimo di rinnovata popolarità con, oltre a un test sull'interfaccia, diverse novità in tema di disinformazione e privacy.

Internet e Social
Pubblicato il 8 gennaio 2020, alle ore 02:03

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Facebook: test interfaccia, novità contro disinformazione e pro privacy

Nonostante gran parte delle attenzioni, ancora per qualche giorno, sarà indirizzata in quel di Las Vegas, per il CES 2020, Facebook ha già iniziato a rilasciare importanti novità, per lo più concentrate in due ambiti, tra cui quello del contrasto alla disinformazione e quello della tutela verso la privacy, benché non manchi qualche test meramente in tema di usabilità della piattaforma.

Nel primo caso, qualche giorno fa, Tgcom24 ha rendicontato di come Menlo Park abbia defalcato molti account falsi che, tramite gruppi e Pagine di orientamento trumpiano, pubblicavano articoli di politica, sugli stili di vita ma, soprattutto, notizie volte a criticare e screditare gli avversari del tycoon in corsa per un mandato bis di Presidente degli Stati Uniti. 

Direttamente dal product manager del social, Henry Silverman, invece è giunta notizia, quindi chiaramente ufficiale, secondo cui – per aiutare i fact checker (di organizzazioni partner) nell’appurare la veridicità delle notizie, etichettandole se del caso come false, con tanto di notizie contestualizzanti al seguito, si procederà – tramite un’agenzia terza (Appen) – ad assumere dei “community reviewers” interni i quali, ricevuti dagli algoritmi le segnalazioni relative a post problematici, eseguiranno una prima verifica, magari cercando di appurare la realtà dei fatti come farebbe, con buon senso, un utente comune. L’esito della loro azione verrebbe poi passato ai fact checker qualificati, ai quali – in ultima istanza – sarebbe demandato il compito di confermare la notizia, dandole via libera, o di marchiarla come bufala. Al momento, il progetto – definito come sperimentale – è in partenza, con i mesi a seguire che saranno cruciali in termini di feedback raccolti attorno all’iniziativa. 

Sempre in tema di lotta alla disinformazione, secondo Reuters, Facebook ha principiato col rimuovere quei contenuti manipolati (compresi i video deepfake o le immagini photoshoppate) con lo scopo di veicolare messaggi fuorvianti: la decisione, che non va a toccare i contenuti satirici o scherzosi nei quali la manipolazione sia evidente, arriva al momento opportuno, posto che Samsung ha appena annunciato i realistici avatar digitali Neon, e considerando che – in vista delle presidenziali americane del 3 Novembre 2020 (e della relativa campagna elettorale) – la vice presidente per la gestione delle policy globali del gruppo, Monika Bickert, sarà sentita alla Camera dei Deputati (presso una sottocommissione) per fornire rassicurazione proprio sul tema della manipolazione dei media.

A beneficio anche degli utenti italiani, dopo l’esordio nelle scorse settimane negli USA, è finalmente giunto il sistema di segnalazione delle notizie inesatte, false, o tendenziose che, nell’accingersi a leggere o cliccare su un contenuto fake, bloccherà in trasparenza l’utente, informandolo dell’esito di un controllo attuato dai fact checker, e invitandolo a cliccare su un pulsante per saperne di più (con conseguente reindirizzamento verso le analisi condotte in merito dai più famosi siti di debunker esistenti). 

Più sul versante della privacy, Facebook ha annunciato dei cambiamenti dello strumento per la gestione della privacy, introdotto nel lontano 2014 ed accessibile tramite l’iconcina del punto di domanda. Ora, quest’ultimo ha 4 più chiari strumenti: il primo riguarda il settaggio di chi possa accedere a quel che si pubblica nella TimeLine o a info personali quali ad esempio la mail o il numero telefonico, mentre il secondo tool consiglia di impostare una password complessa, e financo di attivare degli alert in caso di accessi strani all’account. In terzo luogo, invece, l’utente verrà guidato nello stabilire chi, anche dal di fuori del social, possa cercarci per mail o telefono, o (dall’interno) inviarci delle richieste di amicizia. Infine, l’utente potrà visionare quali info condivida con le app connesse al proprio account, magari decidendo di revocare l’accesso a quelle non più in uso o che non si ricorda d’aver autorizzato. 

Infine, a quanto pare, alcuni utenti sarebbero stati chiamati a testare una diversa interfaccia del sito web del social, più in linea con la controparte mobile, con la navigazione per schede tematiche, una rivisitazione del design dell’area Storie e Profilo, e un’annessa dark mode. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - In effetti, una revisione degli strumenti per la privacy serviva e non poco perché, sino a poco tempo fa, la sezione in oggetto era tutto fuorché intuitiva e utile. Anche in tema d'interfaccia in generale, sembra che si sia andando in direzione di una più agevole fruibilità da parte degli utenti: buone, infine, le iniziative prese in tema di lotta alla disinformazione anche se, personalmente, reputo le etichette sulle notizie false come qualcosa di assimilabile all'acqua calda.

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