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Facebook: penalizzati i post di chi copia, dati degli utenti raccolti da Portal a scopo pubblicitario

Facebook è tornata a far parlare di sé per due questioni molto importanti che riguardano, in ordine, quanta privacy sia effettivamente garantita dai suoi smart display, e come affrontare il problema dei contenuti copiati per alimentare gli altrui guadagni.

Internet e Social
Pubblicato il 18 ottobre 2018, alle ore 10:40

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Facebook: penalizzati i post di chi copia, dati degli utenti raccolti da Portal a scopo pubblicitario

Facebook, il noto social network da circa 2 miliardi di iscritti, che di recente ha mandato in soffitta anche Google Plus (il concorrente social di Mountain View), è destinato a far discutere ancora a lungo quanto a privacy, e disinformazione, come evidenziato da due fatti portati recentemente all’attenzione dei media.

Dieci giorni fa, Zuckerberg presentò il primo smart display del gruppo, Portal (che, presto, potrebbe essere affiancato da una webcam per TV in stile Xbox Kinect), utilizzabile anche per operare videochiamate con propri contatti su Messenger. In quell’occasione si calcò molto la mano sul tema della riservatezza, spiegando che era possibile in qualsiasi momento disattivare cam e microfono, e coprire l’obiettivo del device con una particolare cover. Alcuni dirigenti, poi, azzardarono la dichiarazione secondo la quale Portal non raccoglieva i dati degli utenti, quanto meno non a scopo pubblicitario.

La rivista online ReCode, sull’argomento, ha avanzato seri dubbi ed un portavoce di Facebook non ha potuto far altro che ammettere la cosa, pur tentando di ridimensionarla: in pratica, si è dichiarato che Portal, essendo basato su Messenger, come qualsiasi altro device chat-enabled, raccoglie dati sulla frequenza e la durata delle chiamate, e che ciò – abbinato ad altri dati, quali l’uso aggregato delle apppotrebbe dar vita, altrove (su Portal, gli spot non ci sono), a inserzioni mirate. Ciò nonostante, chi presiede al progetto degli smart display di Facebook non sarebbe intenzionato a far sì che ciò accada. 

Infine, Facebook – come riporta il portale TechCrunch – ha modificato le linee guide messe che presiedono alla pubblicazione delle notizie da parte degli editori, nella speranza di penalizzare i copiatori che, sovente, plagiano in toto un altrui contenuto, senza modifiche (se non deleterie), per rimandare l’utente a siti esterni colmi di pubblicità.

Il nuovo algoritmo, già attivato, scoverà tali post (muniti di anteprime) tramite indicatori quali titoli sproporzionati in base al contenuto, pagine di atterraggio infarcite di banner, contenuti apparsi in origine su altre fonti e, una volta individuati, li renderà meno visibili (in termini di frequenza nell’apparizione) nei nostri NewsFeed, in modo che, penalizzandone le fonti di introiti, si favoriscano – per reazione – i contenuti legittimi. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - La novità relativa alla penalizzazione dei contenuti copiati è molto interessante: bisognerà vedere quali ne saranno gli effetti tangibili, e se davvero porterà alla riduzione dei post acchiappaclick. Vista l'efficacia delle misure in tema di disinformazione, è lecito avere qualche dubbio in merito. Portal raccoglierebbe i dati degli utenti e, potrebbe, sottolineiamo "potrebbe", usarli a scopo pubblicitario: e dov'è la sorpresa? Davvero qualcuno pensava che mettersi in casa uno smart display potesse essere una passeggiata di salute?

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