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Facebook: negazionismo Olocausto, comunicazioni politiche, eventi a pagamento

Come spesso accade, Facebook naviga a vista, tra polemiche sul negazionismo da Olocausto e da trasparenza informativa, e nuove iniziative di sostegno alle attività più duramente colpite dalla crisi economica da coronavirus.

Internet e Social
Pubblicato il 18 agosto 2020, alle ore 09:39

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Facebook: negazionismo Olocausto, comunicazioni politiche, eventi a pagamento

Facebook, coinvolta in una nuova polemica sulla moderazione dei contenuti politici, alla quale cercherà di porre fine con ulteriori misure di controllo, accusata di non fare abbastanza nemmeno per sradicare il negazionismo sull’Olocausto, temendo i danni economici indotti da un secondo periodo di lockdown da coronavirus, ha messo a disposizione un nuovo strumento che permetta ad alcune attività di continuare a generare introiti anche a “serrande abbassate”. 

Secondo una ricerca del britannico Institute for Strategic Dialogue, cercando contenuti di negazione dell’Olocausto (mediante la parola olohoax), su Facebook emergerebbero 36 risultati, tra Gruppi e Pagine (per un totale di 366.068 follower). Curiosamente, seguendo uno dei gruppi che pubblicavano materiale di negazione di questa tragedia, spesso con l’intento di attaccare le comunità ebraiche, l’algoritmo di Facebook suggerirebbe altri contenuti simili. Interpellata in merito, Facebook avrebbe dichiarato al quotidiano The Guardian, di rimuovere costantemente i post in cui si semini odio contro gli ebrei, si deridano o accusino di falsità le vittime dell’Olocausto, o si giustifichi quest’ultimo: purtroppo, dati della ricerca alla mano, i risultati di quest’azione non sarebbero così efficaci come nel caso di YouTube, che avrebbe drasticamente ridotto, nell’ultimo anno, i contenuti negazionisti apparsi sulla sua piattaforma.

Le passate normative di trasparenza sulle pubblicità politiche prevedevano che le pubblicazioni politiche (intese come “un’organizzazione, un’azienda o un altro gruppo il cui scopo principale è influenzare la politica, le politiche pubbliche e / o le elezioni” in quanto legate a un comitato politico, a un partito, etc), per pubblicare annunci politici, dovevano richiedere e ottenere l’autorizzazione per gli stessi che, in più, dovevano avere il disclaimer “pagato da”, in ottica trasparenza. Tuttavia, alcune di esse sono riuscite ad aggirare tali controlli ricorrendo all’esenzione garantita allo status di notizie, che ha permesso loro di pubblicare inserzioni senza disclaimer, con conseguenti condizionamenti nella formazione delle opinioni. Onde sanare tale falla, Facebook ha stabilito che i soggetti di cui sopra potranno ancora registrarsi come Pagine di notizie, ma i loro contenuti non appariranno nel NewsFeed degli utenti, e che non potranno inviare messaggi informativi sfruttando le API di WhatsApp Business o di Messenger Business. 

Messe da parte le polemiche in questione, Facebook ha incominciato ad attivare (anche in Italia) una funzione di sostegno per quelle attività che, a causa della crisi economica da coronavirus, rischiano un forte calo delle loro entrate e financo la cessazione delle attività. La nuova feature, per ora basata su Facebook Live, ma che presto potrà impiegare anche le videochat di gruppo Facebook Rooms, corrisponde agli “eventi a pagamento“, che alcuni gestori (es. creativi, divulgatori, editori di notizie e multimediali, persone abituate a raccontare le proprie passioni sul social, etc) possono organizzare digitalmente chiedendo una fee (sulla quale Menlo Park non chiederà, sino all’Agosto 2021, alcuna commissione, al contrario di Apple, che invece tiene per sé il 30% di ogni acquisto in-app) quale “biglietto” d’ingresso per assistervi

Gli eventi in questione, che potranno essere settati come privati o pubblicamente condivisibili, avranno, al pari di quelli normali, una scheda con descrizione e indicazione del numero di partecipanti: tuttavia, a differenza degli altri, gli eventi a pagamento non presentano il pulsante “parteciperò” ma quello che, nel richiedere l’accesso all’evento, porta all’immissione di un metodo di pagamento per corrispondere la cifra richiesta dall’organizzatore. Al momento, ancora pochi soggetti, di quelli idonei, risultano essere stati già abilitati alla novità, con gli altri che seguiranno nel corso dei prossimi giorni a venire. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Quello degli eventi a pagamento è interessante e lo sarà ancor di più in futuro, quando anche il social pretenderà la sua fetta: in quel caso, avrà tanti contenuti a pagamento, a popolare la sua piattaforma, senza alcuno sforzo e, in più, con un notevole ritorno economico. Sull'attenzionamento dei contenuti politici, sembra che Menlo Park stia iniziando a muoversi bene, dopo tante polemiche ricevute. Occorrerà fare qualcosa del genere anche per sradicare il negazionismo sull'Olocausto.

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