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Facebook ha censurato la Venere di Willendorf: è scostumata!

Risale al Paleolitico ed ha quasi 30 mila anni di vita: ora si trova al Museo di storia naturale di Vienna ma, per Facebook, “è pornografia”. Il direttore: "Non possiamo certo coprirla".

Internet e Social
Pubblicato il 1 marzo 2018, alle ore 09:50

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Facebook ha censurato la Venere di Willendorf: è scostumata!

Una delle più famose opere d’arte del Paleolitico, la Venere di Willendorf, è stata censurata e buttata fuori dalla community di Facebook. Durante i suoi quasi 30 mila anni di storia, la statuetta alta 11 centimetri dalle pronunciate forme femminili ne aveva sentite tante sul suo conto, ma mai era stata radiata, lei che – scolpita nella pietra calcarea – per tutti è il simbolo della Madre Terra. Ed è successo in questi giorni, nel 2018.

Il nome della statuetta, scoperta all’inizio del XX secolo, viene dal villaggio austriaco “Willendorf”, dove è stata trovata. Ora è parte di una importante collezione al Naturhistorischen Museum di Vienna. Pare che questo reperto, così importante per la storia delle civiltà antiche e della stessa umanità, non piaccia a Facebook che l’ha catalogato come “pornografia“. La denuncia è arrivata dallo stesso museo, che ha provveduto a postare un messaggio sullo stesso social dicendosi indignato, per come è stato trattato il capolavoro preistorico online: censurato e cancellato.

Tutto è cominciato a fine dicembre 2017: Laura Ghianda, “artivista” italiana, aveva postato l’immagine che pare abbia resistito poco sul social perché quasi subito ha ricevuto un messaggio che l’informava della censura: “la statuetta è nuda, l’icona è stata catalogata come materiale pornografico, dunque è stata rimossa“, come riporta anche “lastampa” online.

La notizia in fretta è stata rilanciata prima dalla rivista specializzata Art Newspaper e poi dallo stesso museo. Il direttore dell’Nhm, Christian Köberl, esterrefatto spiega che “Si tratta della rappresentazione preistorica di donna più popolare e conosciuta al mondo”. Il direttore continua affermando che Facebook non dovrebbe vietare né questa, né nessun’altra opera d’arte o oggetto archeologico. E, tornando sulla nudità della statuetta, Köberl sostiene: “Non c’è alcuna ragione per cui l’Nhm di Vienna debba coprire la Venere di Willendorf e nascondere così la sua nudità“.

La statuetta, che la storia ha reso opera d’arte preziosa per i suoi 29.500 anni, non è stata riconosciuta per tale e in tutto il suo valore dal più famoso dei social network: probabilmente, a considerarla è stata un’intelligenza artificiale, la stessa che in altre occasioni lascia passare immagini che andrebbero invece censurate. E pare che la Venere di Willendorf non sia stato l’unico caso: stessa censura anche per la foto di Gustave Courbet, “L’origine du monde“, e per quella di Thomas Baumgärtel, “Dittatore turco“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - L'intelligenza artificiale, istruita a compiere azioni automatizzate, supplisce l'uomo per far prima, per non rendere noioso un lavoro, ma non ci mette la "testa". E così scambia "lanterne per lucciole", è proprio il caso di pronunciarlo così questo modo di dire. A ragione, dico ai miei alunni che loro sono più bravi e intelligenti del computer che hanno davanti...e che un giorno saranno loro a programmarlo e io fruirò della loro intelligenza!

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