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Ecco Sestertium, il social network italiano per chi vuole imparare a investire

Dall'Università di Udine, in particolare dalla cattedra di Innovation and Project Managerment, arriva il primo social network che, tramite giochi e sfide, aiuta i risparmiatori a capire come meglio investire i propri accantonamenti in Borsa

Internet e Social
Pubblicato il 12 ottobre 2015, alle ore 16:14

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Ecco Sestertium, il social network italiano per chi vuole imparare a investire

Di social network ve ne sono davvero tanti: alcuni si occupano di libri, come Anobii, altri di musica (Spotity, MySpace), qualcuno di cinema, molti di immagini (Instagram). Ci sono i social che puntano tutto sull’essenzialità e la tempestività delle informazioni (Twitter), qualcuno sui contatti interpersonali (Facebook) anche professionali (Linkedin), e non mancano nemmeno social più bizzarri, come LiveVU, il social per le “buonanime” passate a miglior vita.

Quello che mancava, sino ad ora, era un social finanziario. Si, finanziario. Da oggi, tuttavia, abbiamo anche questo ed è, interessante a dirsi, tutto italiano: parliamo di “Sestertium” (https://www.sestertium.com/it/). Sestertium, nato da un’idea del professor Stefano Tonchia, docente di Innovation and Project Management all’Università di Udine, prende il nome di quella che è stata la più diffusa moneta dell’impero romano per due motivi principali.

Innanzitutto, benché si sia aperto al finanziamento anche dei venture capital stranieri, Sestertium intende far riferimento al nostro patrimonio artistico, alla ricchezza del nostro Paese, inoltre – e questo è il secondo motivo della sua denominazione – questo social intende rivolgersi non solo agli addetti finanziari, a chi ne capisce di economia e finanza ma anche a coloro che sono sempre stati snobbati dai consulenti bancari e che, con questo strumento, cercano delle utili dritte per investire al meglio i propri risparmi.

Come funziona. Ci si può iscrivere gratuitamente alla pagina ufficiale dell’iniziativa, indipendentemente dal proprio profilo di competenze (non importa che si sia studente di finanza, che si abbiano dritte su qualche azione o azienda, o che si sia un semplice risparmiatore che ha per hobby quello degli investimenti e del gioco in Borsa).

Una volta iscritti, si può decidere in quale mercato investire, sia per settore (moneta, beni materiali, azioni) che per Paese d’appartenenza della Borsa: in genere è sempre bene diversificare il proprio portafoglio evitando di giocare tutto su una stessa borsa o su una medesima tipologia di investimento.

Dopo aver creato il proprio portafoglio, ovviamente pubblico ed analizzabile da tutti, ci si può cimentare in delle arene virtuali che avranno lo scopo di dimostrare chi abbia il miglior portafoglio d’investimenti. In tempo reale, ed a cadenze precise, giornaliere, settimanale, mensile, verrà stilata una classifica che ci metterà in diretta correlazione con gli altri competitor i quali, a loro volta, potranno prendere spunto da chi fa meglio di loro per decidere di investire a propria volta, tramite la propria banca o grazie all’internet. 

Da segnalare il fatto che Sestertium NON è un servizio di consulenza finanziaria ma una semplice piattaforma che offre un servizio nel quale i professionisti possono mettere in mostra le loro competenze (anche a scopo professionale) ed i semplici risparmiatori possono ricavare qualche utile dritta per i loro investimenti quotidiani.

Sempre e tutto in una chiara dimensione di gioco resa possibile dai tanti momenti di gamification offerti da questo portale/progetto.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Qualche anno fa avevo avuto notizia di un social simile ma in lingua inglese e mi cimentai nell'ardua impresa di crearmi un portafoglio d'investimenti e di confrontarmi con altri, molti dei quali davvero bravi a far fruttare il loro ammontare (fittizio) iniziale. Sestertium mi sembra molto simile col pregio di essere cadenza per la realtà italiane e con utili e dettagliate spiegazioni in italiano: in questo modo i nostri comuni risparmiatori, davvero la gente del "popolo", potrà informarsi un po' di più sul dove vanno i soldi, su come questi ultimi possono essere fatti fruttare. Anche senza la consulenza di un qualche specialista bancario, sempre troppo attento a prestare ascolto solo a chi ha solo grandi somme da investire...

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