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Durante la pandemia da Covid-19, gli hacker moltiplicano gli attacchi informatici a livello mondiale

In questo periodo in cui la maggior parte della popolazione è costretta a restare a casa per limitare la diffusione del Covid-19, aumentano esponenzialmente gli attacchi degli hackers in tutto il mondo.

Internet e Social
Pubblicato il 21 marzo 2020, alle ore 18:38

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Durante la pandemia da Covid-19, gli hacker moltiplicano gli attacchi informatici a livello mondiale

Durante l’intervista allo specialista di sicurezza informatica presso una nota azienda del settore, la “Proofpoint” – il dottor Sherrod DeGrippo – viene fuori che un numero di attacchi hacker così numeroso non si era mai visto in precedenza, oltre al notevole numero di tentativi di intrusione digitale nei PC, smartphone oppure tablet effettuati dagli stessi criminali digitali, stando ai rapporti emessi dell’autorevole società A.F.P.

Questo periodo di quarantene e di obblighi a restare a casa per evitare il dilagare del virus, ha creato un “habitat” ideale per i criminali informatici, in quanto molte persone sono costrette a lavorare da casa utilizzando dei protocolli informatici molto meno sicuri di quelli presenti all’interno delle aziende stesse. Quindi, si è creato un ambiente ideale per il phishing tramite posta elettronica oppure di finte donazioni per cause nobili, la cosìddetta “ingegneria sociale“.

Il dottor DeGrippo afferma inoltre che, lavorando tramite PC, smartphone oppure tablet da casa, si ha una protezione molto bassa, quasi nulla dagli attacchi hacker poiché non sono presenti quei severi protocolli digitali ed informatici che troviamo nelle aziende, per esempio i servers interni non connessi alla rete internet. Lavorando da casa, è come se il dipendente fosse in aeroporto o all’interno di un locale pubblico, totalmente esposto alle minacce digitali più svariate.

Inoltre, un altro ingegnere dell’azienda “MediaPRO” – Tom Pendergast – afferma duramente che milioni e milioni di persone che si adattano a lavorare da casa non sono minimamente preparate ad affrontare degli attacchi degli hackers, anche banali come il phishing oppure i links o gli allegati inviati per posta elettronica. L’ingegnere inoltre afferma che c’è bisogno di formare il dipendente in questo ambito per poter garantire la sicurezza all’azienda stessa, non solo al singolo dipendente che lavora da casa.

Una delle tecniche maggiormente utilizzate dagli hacker in questo periodo di pandemia mondiale costringe gli users ad accedere a dei links dannosi fingendo di aiutare così le vittime del Covid-19, magari con l’acquisto di respiratori automatici oppure di garantire che i fondi vadano alla protezione civile oppure ad un determinato ospedale che si occupa dei malati del virus. Oltre ai classici attacchi Ddos che vengono effettuati nei confronti degli utenti ritenuti maggiormente “interessanti” da parte dei criminali digitali.

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Cosa ne pensa l’autore
Carlo Crescenzi

Carlo Crescenzi - Vengo a conoscenza adesso di questo fatto e mi dispiace molto per questo, ma si sa che nei momenti più disperati c'è chi tende ad approfittare ancora di più della situazione per sfruttarla a proprio vantaggio. All'interno della mia casella di posta elettronica ho un buon servizio per l'identificazione ed il filtraggio delle e-mails sospette ed in genere non apro mai gli allegati pericolosi, né clicco sui link all'interno di e-mails dal mittente non noto.

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