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Cyberbullismo: l’ingenuità dei ragazzi nella rete

Il Moige in collaborazione con la Polizia postale ha presentato l'indagine “La dieta Cyber dei nostri figli”. Sono emersi dati preoccupanti: il 24,8% non dorme per stare sempre connesso e il 40% se non riceve like prova delusione

Internet e Social
Pubblicato il 10 febbraio 2020, alle ore 08:41

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Cyberbullismo: l’ingenuità dei ragazzi nella rete

È difficile, oggi, trovare dei ragazzini non connessi a internet. Il Movimento italiano dei genitori, (Moige) ha raccolto dei dati, dai quali si viene a conoscere che il 37,7% dei giovanissimi soffre di ansia quando non è collegato, mentre il 40% è in attesa di “like” o richieste di amicizia e, se non arrivano in numero sufficiente, sperimenta la delusione.

I dati emersi dall’indagine del Moige, “La dieta Cyber dei nostri figli”, coordinata dal prof. Tonino Cantelmi dell’Università europea di Roma, sono stati presentati la scorsa settimana, il 6 febbraio 2020, nella sala polifunzionale della presidenza del Consiglio dei ministri.

Insieme al campione di ragazzi, 2.500 ragazzi di età compresa fra i 5 e i 22 anni, anche la polizia postale ha dato il suo apporto estraendo dagli archivi i dati degli ultimi due anni riguardanti i reati commessi nel web. Nel 2019 ci sono stati 460 casi: “52 vittime di età inferiore ai 9 anni, 99 fra i 10 e i 13 anni e 309 fra i 14 e i 17 anni” si legge in agensir.it. La polizia postale ritiene che, in generale, si stia verificando un aumento del 18% di minorenni vittime del web, dato che raddoppia nei casi di “detenzione e diffusione di materiale pedopornografico“, scrive sempre la stessa fonte.

Il report riferisce che il 24,8% dei ragazzini rinuncia con facilità alle ore di sonno per restare connesso alla rete, e il 40% si sente deluso quando non riceve notifiche. Uno dei dati emersi è l’ingenuità dei ragazzi di fronte alle insidie di internet. Il 71,2% riferisce di aver accettato l’amicizia di un estraneo almeno una volta; il 21% ammette di aver anche incontrato la persona estranea conosciuta nella rete; il 18% dei ragazzini crede e non verifica l’attendibilità di una notizia che circola nella rete.

Durante l’incontro, è stata presentata la campagna promossa dal movimento italiano dei genitori col titolo di “Giovani ambasciatori contro il bullismo e il Cyber risk”. Saranno coinvolte 250 scuole italiane con 62 mila ragazzi, 1.250 di questi diventeranno giovani ambasciatori e avranno il compito di segnalare i casi di bullismo nei loro istituti utilizzando il numero verde 800 937070.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Secondo me i genitori, in generale, si stanno interrogando sulla presenza dei loro figli nel web. Purtroppo non tutti lo fanno, purtroppo a volte sono gli stessi genitori a stimolare la presenza dei figli minorenni nel web, creando per loro un profilo Instagram o altro. E non è solo una questione di età o di tappe bruciate, come si suol dire. È questione di valori. Riposare è necessario, avere chi mi batte le mani aiuta sicuramente l'autostima, ma può anche distruggerla: la persona non vale per il numero di like o di richieste di amicizia.

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