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Coronavirus: restare incollati ad un display aiuta i bambini e gli adolescenti a restare sani di mente

Uno studio ha confermato che la mancanza di contatti sociali fa male maggiormente agli adolescenti. Per questo motivo, non bisogna preoccuparsi dei figli che trascorrono molto tempo davanti a un display.

Internet e Social
Pubblicato il 26 aprile 2020, alle ore 12:16

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Coronavirus: restare incollati ad un display aiuta i bambini e gli adolescenti a restare sani di mente

Durante i lockdown dovuti alla pandemia da Coronavirus, si scopre come in realtà la tecnologia sia di vitale importanza. Grazie ad essa, è possibile non restare mai in completa solitudine, anche se non si ha il contatto fisico con altre persone. Una semplice videochiamata, una chat di gruppo, o anche semplicemente giocare insieme ai videogiochi sentendosi con il microfono può rallegrare giornate che sembrano essere ormai tutte uguali e spesso monotone. 

L’effetto della solitudine è ancora maggiore tra gli adolescenti e i ragazzi in generale. Sin da quando si viene messi al mondo, si cerca di interagire il più possibile con l’ambiente esterno: inizialmente si interagisce con la famiglia, ma con l’adolescenza, psicologicamente, diventa importante poter confrontarsi con i propri coetanei. A quel punto, il lockdown pone dei limiti a tutto ciò e restare “incollati” ad un display può aiutare a restare sani di mente e a non cadere in depressione.

Coronavirus: l’importanza dei social network

Quanto appena detto sull’importanza del contatto umano è stato studiato da studenti universitari di psicologia ed è stato scoperto che in età adolescenziale la privazione del contatto sociale influenza negativamente sullo sviluppo, anche in età adulta. 

In questo caso, i social network vengono in aiuto di tutti, anche dei più adulti. Uno studio condotto all’University College di Londra ha analizzato solo i maggiorenni e la fascia di età tra i 18 e i 24 anni soffriva maggiormente la solitudine, mentre gli over 60 trovavano un senso di tranquillità e pace. 

I genitori, perciò, non si devono preoccupare del tempo passato dai propri figli avanti ad un display. Al più, dovranno preoccuparsi di cosa facciano avanti ad un computer, o smartphone: attività come videochiamare amici, scambi di messaggi tramite social media o giocare a Fortnite (ad esempio) con gli amici online aiuteranno tutti i bambini e gli adolescenti a rimanere connessi durante questi giorni di isolamento “fisico”.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Ora come non mai, dobbiamo ringraziare e lodare la tecnologia. C'è chi la usa per aiutare il prossimo (stampa 3D per dispositivi sanitari ad esempio), e chi per restare comunque connesso con i propri amici, parenti lontani e simili. Ci sono anche dei libri che in alternativa è possibile leggere per tenere impegnata la mente.

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