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Cambia la policy di Google per gli annunci politici

In vista delle prossime elezioni americane che si svolgeranno nel 2020, Google e molte altre importanti piattaforme hanno deciso di cambiare la loro policy per quanto riguarda gli annunci politici.

Internet e Social
Pubblicato il 21 novembre 2019, alle ore 16:48

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Cambia la policy di Google per gli annunci politici

Molte importanti piattaforme tra cui Google, Facebook e Twitter hanno deciso di cambiare la loro policy per quanto riguarda gli annunci mirati di stampo politico, in vista delle prossime elezioni negli Stati Uniti e in Inghilterra, anche se ognuno di questi colossi dell’informazione ha optato per una soluzione differente. 

Twitter ha scelto di bloccare completamente gli annunci di stampo politico, vista la situazione poco stabile della piattaforma, che negli ultimi anni ha iniziato davvero a diventare un infuriato campo di battaglia, rischiando sempre più il blocco per via dell’intemperanza dei suoi utenti. Facebook invece ha optato per un approccio leggermente diverso, visto che gli annunci politici saranno ancora permessi ma solo a pagamento. Google invece opta per una soluzione più complessa. 

Google ha scelto di bloccare la possibilità da parte degli utenti di creare annunci mirati che si basano su dati estrapolati dal loro comportamento precedente, evitando quindi la creazione di annunci automatici. Resta invece attiva la profilazione per età, codice postale, e genere, ma non sarà più possibile creare annunci di tipo dinamico che si adattino alle varie zone geografiche. 

Google lascia però aperta la funzionalità di quelle che si chiamano pubblicità contestuali. Si tratta di un tipo di annunci che si basa su dati di consumo da parte degli utenti che, quindi, potranno essere parzialmente mirati, utilizzando informazioni sui contenuti che sono stati cliccati o riprodotti (come per esempio podcast o video), oppure gli articoli letti da un singolo utente.

Le modifiche saranno attive su scala mondiale a partire dal 6 gennaio 2020, ma ci sarà un’eccezione per quanto riguarda l’inghilterra in cui sono previste attivazioni dall’inizio di dicembre, perché il 12 del mese gli elettori inglesi sono chiamati alle urne. Il terreno inglese funge anche quindi da sperimentazone per le nuove policy, in attesa della fase cruciale in USA.

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Cosa ne pensa l’autore
Marco Barsanti

Marco Barsanti - Non sono completamente d'accordo sulla politica della non ingerenza totale (che poi è anche un po' mirata, a voler fare le pulci) da parte delle piattaforme, perché mi sembra più che altro una copertura di emergenza a danni già fatti. Tuttavia, devo dire che qualcosa deve essere fatto, soprattutto per tutelare tutta la parte dell'elettorato con uno scarso senso critico, che si trova costantemente bombardata dai messaggi pubblicitari presenti sulle varie piattaforme e che spesso non si possono considerare adatti ad un pubblico con una preparazione ridotta.

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