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Blackout Game: così si chiama il nuovo gioco pericoloso che dilaga tra gli adolescenti

Spopola tra i ragazzi un nuovo gioco che consiste nel trattenere il respiro fino a perdere i sensi: si chiama Blackout Game, definito anche come Gioco dello svenimento.

Internet e Social
Pubblicato il 15 settembre 2018, alle ore 21:01

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Blackout Game: così si chiama il nuovo gioco pericoloso che dilaga tra gli adolescenti

Ogni tanto arriva un nuovo “gioco” pericoloso. L’ultimo arrivato si chiama Blackout Game, ovvero gioco dello svenimento: si tratta di una folle sfida che mette in pericolo la vita di studenti ed adolescenti. Proprio a causa del Blackout Game, è morto un ragazzo di 14 anni in provincia di Milano.

È stato trovato morto e con una corda legata attorno alla gola. Il quattordicenne è ufficialmente la prima vittima nazionale derivante dal nuovo gioco pericoloso diventato virale sul web. Ma, a questo punto, vediamo di cosa si tratta il gioco dello svenimento. Esso consiste nel trattenere volontariamente il respiro, in pieno stile autosoffocamento, per vedere cosa si prova a trovarsi sul punto di perdere i sensi.

Un attimo prima dello svenimento, c’è un’altissima concentrazione di anidride carbonica nel sangue, e logicamente la quasi mancanza di ossigeno. Questa condizione dà vita ad una sensazione di euforia, ma che in realtà è un rallentamento progressivo delle attività cerebrali. È la fase che precede l’arresto del cuore. Proprio inerente a questa nuova tendenza, è stato effettuato un sondaggio per capire le reali conoscenze a riguardo da parte degli studenti.

Blackout Game: in quanti conoscono le regole?

Nel sondaggio proposto da SkuolaNet sono stati inclusi mille studenti, frequentanti le medie e le superiori e il risultato non è proprio dei più incoraggianti: più di 1 ragazzo su 10 conosce le regole e il 28% ne è venuto a conoscenza proprio grazie ad Internet. Le percentuali variano di poco per coloro che hanno conosciuto la tendenza tramite video sui social (23%) e chi ne è venuto a conoscenza tramite amici (20%). 

Il vero pericolo è che, nonostante solo un decimo sia a conoscenza di tutto ciò, sono molti quelli che provano ad emulare la mancanza di respirazione: parliamo del 18% di coloro che conoscono le regole, dunque poco meno di un quinto.

La volontà di partecipare al nuovo “gioco”, se così lo possiamo chiamare. è il fatto di ottenere una maggior visibilità sui vari social network. Per qualche mi piace in più, si è pronti anche a rischiare la morte. L’appello è rivolto ai genitori: tenere sott’occhio le attività su Internet dei propri figli, soprattutto se minorenni, in quanto ignari del pericolo di ciò che può circolare in rete.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Qui entra in gioco il ruolo dei genitori. Laddove la poca astuzia, o ingenuità, dei ragazzi porta allo sperimentare queste tendenze malate, è di vitale importanza che i genitori controllino non solo la cronologia del browser utilizzato, ma anche i telefoni. La vittima al momento è una sola, ma il rischio di emulazione è forte.

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