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Arriverà presto Illbuster, il poliziotto del web

Si chiama Illbuster ed è un software che permetterà di stanare materiale pedopornografico e malware su internet

Internet e Social
Pubblicato il 26 marzo 2014, alle ore 01:08

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Arriverà presto Illbuster, il poliziotto del web

Novità importanti in vista per la sicurezza del web. Sta per arrivare, infatti, Illbuster che stanerà materiale pedopornografico e malware in genere.

Si tratta di un software, chiamato Illbuster, che sarà in grado di riconoscere all’interno di siti e pagine web apparentemente innocue dei link sospetti, materiale pedopornografico, malware ( ovvero tutti quei codici che, una volta finiti nei nostri computer possono rubare i dati che ci sono all’interno) e immagini di prodotti contraffatti che potrebbero finire presto sul mercato.

Grazie all’utilizzo di questo software, quindi, si potrà creare una vera e propria lista di domini potenzialmente nocivi e criminali in rete. Al momento si tratta di un progetto pilota su cui hanno studiato l’Università di Milano-Bicocca, l’Università degli Studi di Cagliari, l’Ateneo polacco “Naukowa I Akademicka Siec Komputerowae e la ditta svedese “Netclean Technologies”, particolarmente attenta al crimine informatico. Adesso, grazie al finanziamento di 400.000 euro della commissione europea il programma potrebbe diventare a breve operativo.

“Perfino una banalissima pubblicità sulla più innocua delle pagine web potrebbe contenere un link a siti che carpiscono i dati  –  spiega Andrea Rossetti, docente di Filosofia del diritto alla Bicocca che si occuperà degli aspetti del software  –  il nostro obbiettivo è quello di creare uno strumento utile per le forze dell’ordine. Un mezzo da utilizzare in fase di investigazione, ma anche con una funzione preventiva: un programma che consenta a guardia di Finanza e Polizia Postale di individuare e oscurare siti con materiale dannoso per gli utenti”.

Al momento, infatti, le indagini sulle frodi sulla rete o sulla presenza di eventuale materiale pedopornografico procede solo su segnalazione, in seguito alla quale la Polizia Postale avvia un’indagine manuale. Questo, però, non porta sempre a facili risultati dal momento che molto spesso i dati incriminati vengono dislocati su più server rendendo difficile individuare realmente il luogo esatto in cui si svolge l’azione criminale.
Illbuster, invece, andrebbe ad individuare i server incriminati direttamente dall’interno creando una lista di indirizzi sospetti su cui continuare ad indagare.  A quel punto saranno gli agenti della polizia postale a proseguire con gli accertamenti per capire se si tratta realmente di un reato o no.

Rimane però garantita la privacy dell’utente.”Nessun dato personale verrà preso da Illbuster  –  aggiunge Rossetti  –  perché questo sarà programmato in modo da ignorare ciò che riguarda direttamente la navigazione dell’utente”.

Secondo le stime attuali serviranno 2 anni perché il programma sia operativo dal momento che va dapprima messo in pratica e realizzato e successivamente va istruito il personale della Polizia Postale al suo utilizzo.

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