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Vieni da me: Luca Barbareschi svela di essere stato abbandonato dalla madre all’età di 7 anni

Quella di Luca Barbareschi non è stata un’infanzia delle più semplici. Ospite del programma “Vieni da me”, l’autore e conduttore televisivo ha confessato di aver vissuto uno choc quando all’età di sette anni scoprì che la madre era scappata con un altro uomo.

Televisione
Pubblicato il 6 giugno 2019, alle ore 15:14

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Vieni da me: Luca Barbareschi svela di essere stato abbandonato dalla madre all’età di 7 anni

Presente come ospite nel programma Vieni da me, Luca Barbareschi ha avuto modo di rendere noti alcuni episodi che hanno segnato in maniera indelebile la sua vita. Uno di questi è sicuramente legato alla sua infanzia, allorché venne abbandonato dalla madre quando aveva solamente sette anni.  

Mostrando una foto risalente a quel periodo, Luca Barbareschi ricorda perfettamente quello che successe in quell’estate che non ha difficoltà a definire terribile. “Mia madre scappò con un altro uomo e portò con sè mia sorella“, aggiunge sottolineando che pur essendo nata da poco, alla piccola Valentina era davvero molto legato. 

Di quella circostanza ricorda le parole della madre, che gli disse semplicemente che doveva andare a Roma con la sorella. “Le chiesi: ‘E io?’. E lei: ‘Sempre a lamentarti?! Pensando che il lamento fosse proibito, risposi: ‘Ci mancherebbe altro, buon viaggio’”. Successivamente pur di poterla riabbracciare, si vide costretto ad inscenare un attacco di appendicite. Dopo aver finto di vomitare e in preda a dei dolori lancinanti creati ad arte, chiese alla zia se la madre sarebbe stata informata della sua situazione di salute. La zia lo rassicurò in tal senso, ma in ospedale la madre la non si fece vedere. In compenso gli tolsero l’appendicite, facendogli così capire che procurare un finto allarme non sarebbe servito a nulla. 

Ma oltre a parlare dell’infanzia, lo storico conduttore di un programma di successo come C’eravamo tanto amati, ricorda che deve molto a Silvio Berlusconi, un imprenditore che ebbe modo di credere in lui, permettendogli di potersi affermare come conduttore televisivo. L’idea di creare questa nuova trasmissione arrivò durante la finale di Coppa dei Campioni tra Milan e Steaua: “Facemmo una prova e poi 1200 puntate, unico show venduto in America con il nome di That’s amore” ha ricordato Barbareschi.  

Prima di concludere il talk show nel salotto di Caterina Balivo, l’ex deputato tra le fila del centro-destra ha fatto presente che tutte queste esperienze gli sono state molto utili nella vita, in quanto gli hanno permesso non solo di temprare il suo carattere, ma anche di sviluppare quel senso dell’umorismo che tanto lo contraddistingue: “Devo il mio senso di humor a una serie di tragedie meravigliose a cui sono sopravvissuto”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Di Luca Barbareschi ho un ricordo indelebile riguardante la trasmissione “C’eravamo tanto amati”. Durante quello show, il conduttore nato a Montevideo riusciva a dare il meglio di sé senza mai essere volgare. Ora grazie a queste sue dichiarazioni, riesco anche a capire perché ha sviluppato quel senso dell’umorismo che ho sempre apprezzato.

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