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Uno Mattina, Elena Santarelli parla della malattia del figlio: "Fortunata perché la sua vita è rimasta quasi normale"

La showgirl Elena Santarelli è intervenuta nella scorsa puntata di "Uno Mattina", dove ha parlato della malattia del figlio Giacomo: ecco tutti i dettagli.

Televisione
Pubblicato il 3 ottobre 2018, alle ore 08:22

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Uno Mattina, Elena Santarelli parla della malattia del figlio: "Fortunata perché la sua vita è rimasta quasi normale"

Elena Santarelli, la popolare showgirl ed opinionista televisiva del programma “Italia si” al fianco di Marco Liorni, Rita Dalla Chiesa e Platinette, è tornata a far parlare di sé per un’intervista rilasciata martedì 2 ottobre a “Uno Mattina”, dove ha presenzaito per sostenere “Progetto Heal” e raccontare la sua esperienza di mamma di un bambino affetto da una patologia neuro-cerebrale. 

La showgirl è stata spesso oggetto di critiche da parte dei leoni della tastiera che l’hanno pesantemente attaccata non solo per la sua scelta di ritornare al lavoro, ma anche in passato per aver trascorso qualche giorno al mare in compagnia della figlia più piccola. Il modo migliore per affrontare dunque un dramma del genere è quello di non arrendersi mai e di vivere quanto più possibile la quotidianità e la vita normale di tutti i giorni. 

Le parole di Elena Santarelli 

A “Uno Mattina” si è parlato di “Progetto Heal”, un’iniziativa importantissima a sostegno della ricerca per combattere le patologie neuro-cerebrali. Dopo la testimonianza di una mamma il cui figlio è affetto da tumore cerebrale e le parole di una ricercatrice è arrivata la volta di Elena Santarelli, che ha inizialmente ribadito l’importanza di seguire le indicazioni che vengono fornite dagli operatori. 

Quando entri in un ospedale e ti danno questa diagnosi, il colore che io vedevo era proprio tutto nero” – afferma la Santarelli ricordando il giorno in cui i medici la misero davanti alla malattia del figlio, parole che rappresentano per molti una sentenza di morte, più che una speranza di vita – “Il 30 novembre fa un anno, e questo anno ha assunto una sfumatura di colori“.

Dopo quasi un anno di terapia quindi e di conoscenza della malattia, quindi le cose sembrano essere cambiate, infatti la Santarelli dice: “Sono stati colori più sereni pur mantenendo questo problema da portare avanti, perché il percorso non è finito“, poi aggiunge di aver seguito i consigli della psicologa che l’ha messa in guardia dal farsi vedere triste davanti al figlio, perché non lo avrebbe aiutato. 

Fingere che andasse tutto bene è il ruolo più difficile che abbia dovuto interpretare” – poi il racconto di quando hanno detto a Giacomo della malattia – “siamo andati a prenderlo a scuola e gli abbiamo detto che bisognava fare la valigia per andare in ospedale per approfondire i sintomi che tu senti“. 

La verità al piccolo Giacomo è stata detta poco per volta, perché non si può mentire ad un bambino di nove anni. Poi la Santarelli ha raccontato un episodio legato alla prima chemio, quando entrò la dottoressa Mastonuzzi e Giacomo le chiese: “Mi cadranno i capelli?” Una domanda che lasciò tutti sorpresi, perché nessuno aveva mai parlato a Giacomo di questa eventualità. 

Una domanda che nasceva da una constatazione che aveva fatto Giacomo, vedendo che gli altri bambini degenti non avevano i capelli. Dunque la Santarelli ha concluso il suo intervento dicendo “mi sento fortunata perché la vita di mio figlio è rimasta più o meno normale perché mangia, ride, corre” – per poi aggiungere – “anche se con delle limitazioni, ma ci sono famiglie che vivono limitazioni molto più pesanti, quindi bisgona vedere il lato positivo di questa situazione“. 

Elena mette in guardia dai preconcetti che ci sono sui bambini oncologici, perché nell’immaginario collettivo si pensa che debbano essere solo allettati, invece possono condurre una vita pressoché normale nonostante la malattia.

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Non è mai facile parlare delle malattie che possono colpire una persona, meno che mai un bambino. Posso solo esprimere tutta la mia vicinanza ed il mio affetto a Giacomo, Elena e a tutta la famiglia che sta combattendo una battaglia molto dura, che nessuno mai dovrebbe vivere. Ha ragione Elena nel parlare di preconcetti, perché nell'immaginario collettivo si pensa ai bambini oncologici solo come bambini allettati e non che possano condurre comunque una vita quasi normale.

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