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Skam: la webserie norvegese (e non solo) che usa il Transmedia Storytelling

Skam è una serie originale che riesce a coinvolgere gli spettatori attraverso l'uso dei social media. Nata in Norvegia, sta avendo successo anche in altri Paesi europei.

Televisione
Pubblicato il 27 settembre 2018, alle ore 10:02

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Skam: la webserie norvegese (e non solo) che usa il Transmedia Storytelling

Ragazzi alle prese con le prime storie d’amore, le prime delusioni e le difficoltà che il periodo adolescenziale comporta: ecco di cosa parla Skam. Si tratta di una webserie norvegese basata sulla vita quotidiana degli studenti del liceo Hartvig Nissen di Oslo che è in onda principalmente sul sito web di NRK.

Al centro viene messo il ruolo che i social media hanno nella società e l’influenza che essi comportano nelle relazioni tra adolescenti. Il successo che questa serie ha avuto è dovuto all’idea innovativa di racconto. Skam, infatti, dà l’impressione di raccontare una storia in tempo reale e usa il “transmedia” sia per creare “suspense” che per coinvolgere maggiormente i fan. Per capirci meglio, però, è necessario conoscere più a fondo questa forma di racconto.

Innanzitutto, il Transmedia Storytelling dirama gli elementi di una storia attraverso molteplici canali, infatti quest’ultima viene approfondita attraverso più piattaforme e fornisce agli utenti un’esperienza moltiplicata.

Il mondo che viene costruito è definito in ogni dettaglio e ciò garantisce successo tra gli appassionati della storia, i quali possono proporre contenuti aggiuntivi, attraverso vari mezzi come fumetti e videogiochi: in questo modo partecipano all’espansione di questa realtà.

Qual è, però, il vantaggio di questa tecnica? Ad alcuni potrebbe sembrare troppo complessa ma, in realtà, permette di raggiungere certe categorie di mercato (lettori di libri e fumetti, appassionati di videogiochi e film) che all’inizio non erano connesse tra loro. Skam, sfruttando questo procedimento, è riuscito ad arrivare ad un pubblico molto vasto. Il successo è stato molto ampio e non solo in Scandinavia.

L’emittente danese DR, per esempio ha iniziato a mandare in onda la serie con sottotitoli danesi. Inoltre, NRK ha venduto a network di vari paesi il format di Skam e nei primi mesi del 2018 sono iniziate le programmazioni dei vari remake, dal francese Skam France al tedesco Druck, dall’italiano Skam Italia all’americano Skam Austin. In Polonia, invece, è stato realizzato un remake non ufficiale.

Skam Norvegia

La webserie originale norvegese, andata in onda dal 2015 al 2017, è arrivata a quattro stagioni. Ogni episodio dura dai 20 ai 50 minuti e, nel periodo della messa in onda, sul sito ufficiale sono caricati brevi video o screenshot dei messaggi proprio nel momento esatto in cui, seguendo il filo della storia, gli eventi stanno in teoria accadendo. Ognuna delle quattro stagioni si focalizza sulle vicende di un personaggio e su argomenti particolari.

La prima stagione vede come protagonista Eva Mohn con il suo gruppo di amiche (Vilde, Noora, Chris e Sana) e indaga le relazionali, la solitudine, l’identità e la difficoltà di farsi rispettare e trovare un proprio posto nel liceo.

La seconda stagione si concentra su una relazione travagliata, ovvero quella tra Noora Sætre e William Magnusson, sul femminismo, sui disordini alimentari e sulla violenza sessuale. La terza stagione ha per la prima volta come protagonista un ragazzo, Isak Valtersen, e il suo amore per Even: si mettono, quindi, in evidenza le difficoltà del coming out, l’omosessualità, oltre a temi delicati come le malattie mentali e la religione.

La quarta e ultima stagione è dedicata a Even e si concentra sulla religione islamica, sull’amore proibito, sul cyberbullismo e sul periodo Russefeiring (una tradizione annuale tipica della cultura norvegese i cui partecipanti sono i cosiddetti russ, gli studenti che frequentano l’ultimo anno del videregående skole, il liceo norvegese in Norvegia). L’episodio finale della serie è composto da vari racconti attraverso clip individuali, tra cui la depressione di genitori, il rifiuto dell’amore e il supporto reciproco nelle relazioni.

Il concetto alla base di questa narrazione transmediale è stato esteso moltissimo allo scopo di creare in chi segue la storia dei personaggi un’illusione totale tramite la cura dei minimi dettagli. È possibile seguire ogni personaggio su Instagram dove vengono postati foto o video della finta vita di tutti i giorni, come farebbe qualunque altro adolescente.

Si ha, quindi, l’impressione che la storia che seguiamo stia accadendo in quel momento in cui la guardiamo e leggiamo. Esempi evidenti sono le foto che Eva pubblica con le sue amiche proprio nello stesso giorno e alla stessa ora in cui si trovano in quel luogo, come la festa “femminista” organizzata dalla ex ragazza di Federico, e l’evento creato su Facebook per la festa di fine anno dove appaiono tra gli invitati i nomi dei personaggi.

Nell’istante in cui ciò viene pubblicato un’ampia parte degli spettatori lo vede magari in pausa pranzo o dopo scuola. Skam, insomma, adotta i ritmi quotidiani del pubblico a cui si rivolge e diventa parte della vita di tutti i giorni degli spettatori. La combinazione tra il grande successo in Scandinavia e la diffusione con tempi irregolari ha portato talvolta, così si dice, alcuni studenti a saltare la scuola o perdere il sonno per colpa di questa serie.

Tutto ciò perché si crea un forte senso di attesa e di apprensione per una possibile interruzione imminente. Siccome potrebbe accadere qualcosa in ogni momento, Skam è “attivo” in continuazione. Molti fan del programma ammettono, infatti, di ricaricare le pagine Facebook o Instagram oppure del sito ufficiale di continuo del browser per vedere se c’è qualcosa di nuovo. Un sistema che può anche creare dipendenza. 

Skam Italia

Dal marzo 2018 Skam ha avuto una messa in onda italiana creata da Ludovico Bessegato per TIMVision. Anche questa versione riguarda la vita giornaliera di alcuni studenti di un liceo, in questo caso di Roma. Sul sito web ufficiale, inoltre, vengono rilasciate quotidianamente delle clip (che compongono un episodio) e anche alcuni messaggi dal punto di vista della protagonista della stagione. All’inizio di luglio, un mese dopo l’uscita dell’ultimo episodio, viene confermato che non si seguirà l’ordine dell’originale norvegese. La seconda stagione, i cui episodi andranno in onda dal 5 ottobre, infatti, vedrà come protagonista Martino, uno dei migliori amici di Eva che, dopo il finale della prima stagione, dovrà affrontare il tema del coming out e la sua omosessualità. Il suo incontro con Niccolò, appena trasferitosi nella sua scuola, darà vita ad un romantico e imprevedibile percorso.

Su cosa riflettere

Skam sicuramente offre molti spunti di riflessione. Le tematiche affrontate sono riuscite a coinvolgere molti giovani, e non solo, e questo successo deve essere utilizzato per risvegliare nella loro (e nella nostra) coscienza l’impatto dei social media nella vita quotidiana.  

È cambiato il modo di interagire e comunicare, tutto si è fatto più immediato e spesso non si ragiona neanche più su ciò che si pubblica sui profili social o su cosa si voglia veramente esprimere con un messaggio su Whatsapp.

Come nella serie, anche nella realtà molto spesso il “se sei online perché non mi rispondi?” o il mi piace su Facebook o Instagram a una foto di un altro/a ragazzo/a può essere motivo di una lite. In ogni caso anche riflettendoci sarebbe difficile ridurre le dimensioni della portata di questo fenomeno perché ormai ci siamo dentro, completamente immersi, e non ci rendiamo neanche più conto di quanto possa essere pericoloso.

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Cosa ne pensa l’autore
Sabina Comba

Sabina Comba - Skam, oltre a raccontare nei minimi dettagli come funziona la società odierna, cerca di venire incontro alle nuove esigenze comunicative frutto dei social. Visto che questi ultimi hanno reso la comunicazione sempre più veloce si tratterebbe di stare al loro passo, di mantenere il loro ritmo. Questa serie permette tutto ciò e, in questo modo, evita il “lento procedere della pellicola. I personaggi diventano infatti quasi persone poiché nel contesto fittizio dei social il confine tra realtà e finzione è piuttosto effimero. Skam, alla fine dei conti, analizza la nostra società e ci porta a riflettere su quanto siamo simili ai nostri vari account, su quanto siamo reali e allo stesso tempo falsi. Proprio perché ormai è diventato quasi impossibile separare completamente il nostro profilo umano da quello social.

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