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Sempre più violenza a scuola: i genitori lanciano una petizione per bloccare la serie Netflix Squid Game

La Fondazione Carolina, onlus creata a Milano nel nome di una giovane vittima di cyberbullismo, ha lanciato una petizione online per chiedere di bloccare Squid Game, popolare serie Netflix.

Televisione
Pubblicato il 25 ottobre 2021, alle ore 16:35

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Sempre più violenza a scuola: i genitori lanciano una petizione per bloccare la serie Netflix Squid Game

Basta avere figli in età scolastica per sapere quanto la serie coreana proposta da Netflix dilaghi nelle scuole di ogni ordine e grado, con i bambini che emulano quanto visto online. Sarà capitato di sentire frasi del tipo: “Mio figlio ha picchiato la sua amichetta mentre giocava a Squid Game”,A mia figlia hanno rovesciato lo zaino fuori dalla finestra dell’aula perchè ha perso a Squid Game, non vuole più uscire di casa”.

Il motivo per il quale si vuole porre fine al gioco, sono le segnalazioni più o meno allarmate, provenienti da diverse scuole, lombarde e non, secondo cui alcuni bambini anche delle elementari imitano i giochi presenti nella serie coreana, che prevedono la morte dei concorrenti.

La vicenda

Squid Game (letteralmente: il gioco del calamaro) è una serie televisiva sudcoreana in nove episodi, trasmessa da Netflix (a partire dal 17 settembre scorso), scritta e diretta da Hwang Dong-hyuk. Seong Gi-hun, un uomo divorziato e sommerso dai debiti, con l’obiettivo di riuscire a salvare la madre malata e ottenere l’affidamento della figlia Seong Ga-yeong, viene invitato a giocare a una serie di giochi tradizionali per bambini per vincere una grossa somma di denaro: accetta l’offerta e si ritrova in un luogo sconosciuto insieme ad altre 455 persone con debiti simili ai suoi.

I giocatori sono tenuti costantemente sotto controllo da alcune guardie vestite di rosso, sotto la sovrintendenza di un Front Man, e scoprono da subito che chi perde viene ucciso, e ogni morte aggiunge una cospicua somma al montepremi finale di circa 33 milioni di euro. Gi-hun, il numero 456, fa squadra con altri giocatori, incluso il suo amico d’infanzia Cho Sang-woo, il numero 218, per sopravvivere alle sfide fisiche e psicologiche sottoposte dai giochi.

Gi-hun è il capo di una società di investimenti. Entrato all’Università di Seul, è ricercato dalla polizia per aver rubato soldi ai suoi clienti.Un contenuto micidiale per gli utenti più piccoli e i giovani più fragili. Così viene definita “Squid game”, la serie tv che spopola su Netflix, dalla Fondazione Carolina, onlus creata nel nome della piccola Carolina Picchio, giovane vittima di cyberbullismo. In questi giorni da alcune scuole lombarde ma non solo, stanno arrivando segnalazioni di comportamenti emulativi da parte di bambini anche delle scuole elementari.

I piccoli imitano i giochi che sono al centro della della serie tv coreana, semplici divertimenti come “un, due, tre… stella” che però in Squid game prevedono un esito mortale per i concorrenti che sbagliano. Il fenomeno resta nell’alveo della generica preoccupazione, senza elementi concreti: alla Procura dei minorenni, di minorenni, come risulta a Fanpage.it, non sono arrivati esposti specifici.

I timori di alcuni insegnanti, spaventati dopo aver visto i bimbi schiaffeggiarsi, fingere di spararsi con le dita o rovesciare gli zaini dei compagni “per gioco”, hanno portato presto all’effetto “psicosi” e da qui alla richiesta di censura il passo è stato brevissimo: la Fondazione Carolina, con sede legale a Milano, ha infatti lanciato una petizione online per chiedere di bloccare Squid Game.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Da genitore ritengo che sia obbligatorio monitorare quello che i nostri figli guardano in tv, data la pericolosità di molte serie televisive, incentrate sulla violenza che viene emulata sempre più spesso, trasformandosi in realtà, con episodi di bullismo. Data la gravità del fenomeno, dovrebbe, a mio avviso, esserci una normativa severa che legiferi in merito.

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