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Report, il conduttore Sigfrido Ranucci vive sotto scorta 24 ore su 24: vorrebbero ucciderlo

Lo ha raccontato ieri il cronista e vicedirettore di Rai 3 durante una intervista alla trasmissione "Un giorno da pecora" andata in onda su Rai Radio Uno. I killer sarebbero stati assoldati da un personaggio che gestitsce il narcotraffico della 'Ndrangheta.

Televisione
Pubblicato il 27 ottobre 2021, alle ore 13:23

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Report, il conduttore Sigfrido Ranucci vive sotto scorta 24 ore su 24: vorrebbero ucciderlo

Nella serata di lunedì scorso è cominciata la nuova stagione di Report, il programma di Rai 3 presentato dal giornalista Sigfrido Ranucci. Come si sa, il programma tratta il giornalismo d’inchiesta e in ogni puntata propone vere e proprie inchieste giornalistiche su temi differenti. La prima punata è stata un successo, e Ranucci ne ha parlato la mattina seguente intervistato a “Un giorno da pecora”, trasmissione che va in onda su Rai Radio Uno. Ed è ai cronisti della radio che il vicedirettore di Rai 3, Ranucci appunto, ha racconato di essere sotto scorta 24 ore su 24 sin dal mese di agosto. 

“Sono stato sotto tutela dal 2009 per questioni che riguardavano fatti di mafia, poi da metà agosto sono sotto scorta 24 ore su 24, c’è un buontempone che dal carcere avrebbe incaricato due killer stranieri. Sarebbe un personaggio che gestisce il narcotraffico, legato a famiglie di ‘Ndrangheta, ma anche a personaggi dell’estrema destra” – queste le parole di Ranucci. Report nella prima puntata della nuova stagione  ha fatto registrare oltre il 10% di share

Il giornalista ringrazia la Rai

Sigfrido Ranucci ha poi ringraziato la Rai, emittente che gli ha dato “la possibilità di poter essere tutelato” e di poter quindi continuare a svolgere il suo lavoro. Il cronista ha poi parlato di tutti quei giornalisti d’inchiesta che lavorano in piccole realtà e che magari non hanno l’opportunità di poter essere tutelati come lui. 

Report nella prima puntata ha trattato come sempre temi molto delicati. Già il 4 gennaio scorso, il pregiudicato Francesco Pennino aveva detto allo stesso Ranucci che qualcuno aveva minacciato già il cronista nel 2010. Le minacce, secondo Pennino, sarebbero arrivate da ambienti vicini al boss Beppe Madonia, dopo la pubblicazione del libro “Il Patto”, scritto con Nicola Biondo e che parlava della preunta trattativa Stato-mafia.

Sulla vicenda è intervenuto anche lo scrittore Roberto Saviano, che ha mostrato solidarietà nei confronti del collega Ranucci. “Sigfrido Ranucci, giornalista di Report (Rai3), è stato sottoposto a regime di protezione per minacce criminali. So bene – purtroppo – come funziona: prima le voci, poi arrivano le minacce vere e proprie, e con queste la protezione… Spero, caro Sigfrido, che ne uscirai presto e che si farà chiarezza quanto prima. Spero non sarai costretto ad anni di protezione. Tutta la mia solidarietà” – così ha scritto Saviano sui suoi profili social.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Queste notizie ci fanno capire di come non si abbia ancora rispetto per la categoria del giornalista, che è una figura deputata all'informazione e talvolta anche scomoda. Il giornalista non riporta soltanto fatti, ma cerca a volte anche di indagare (giornalismo d'inchiesta) alcune situazioni che sono degne di essere approfondite. Tutta la nostra solidarietà a Sigfrido Ranucci, con la speranza che possa presto essere liberato dalla scorta e che i responsabili vengano puniti a dovere.

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