Iscriviti

"Quarta Repubblica", Enrico Ruggeri sul covid: "Non possiamo rinunciare a vivere per la paura di morire"

Lo ha detto il conduttore televisivo in un'intervista durante la trasmissione "Quarta Repubblica". Ruggeri non si dice negazionista, ma fa presente che ora c'è un'emergenza in più insieme a cancro e ictus.

Televisione
Pubblicato il 16 dicembre 2020, alle ore 10:47

Mi piace
3
0
"Quarta Repubblica", Enrico Ruggeri sul covid: "Non possiamo rinunciare a vivere per la paura di morire"

Sono parole che stanno facendo discutere quelle di Enrico Ruggeri, noto conduttore televisivo, il quale nella serata di lunedì 14 dicembre è stato intervistato durante la trasmissione “Quarta Repubblica”, andata in onda su Rete 4 e condotta da Nicola Porro. A Ruggeri il conduttore ha chiesto un suo personalissimo pensiero riguardo alla situazione pandemica che stiamo vivendo in questo periodo, e Ruggeri è stato praticamente lapidario. “Non possiamo rinunciare a vivere per la paura di morire” – così ha tuonato il conduttore, lasciando anche di stucco lo stesso Porro.

Ruggeri ha precisato di non essere negazionista, ma secondo lui ogni giorno 500 persone muoiono per altre malattie, come cancro, tumore o ictus. A suo dire adesso, oltre a questi mali, vi è appunto il Covid-19, che rappresenta sicuramente un’emergenza sanitaria da affrontare con le dovute precauzioni. Enrico Ruggeri si trovava a “Quarta Repubblica” per presentare il suo libro “Un gioco da ragazzi”.

Il conduttore: “Società che non accetta la morte”

Enrico Ruggeri, durante l’intervista, ha confessato di sorridere quando vede una persona che indossa la mascherina e magari fuma e beve, oppure ha un’alimentazione disastrosa. Secondo il conduttore è normale che in questo periodo storico ognuno di noi pensi a salvaguardare la propria salute, ma, sempre a suo dire, “viviamo in una società che non accetta la morte”. Nicola Porro ha poi continuano a porgere domande a Ruggeri, e lui ha ragionato ancora meglio sul concetto che voleva dire. 

Ruggeri ha spiegato il principio della “rana bollita” di Noam Chomsky, il quale prevede che una rana, fatta cuocere lentamente in acqua calda, non si accorga del pericolo e finisca letteralmente bollita nella pentola senza riuscire a salvarsi la vita. Ruggeri ha detto che la gente dovrebbe evitare proprio questo, in quanto le restrizioni adottate dai governi per contenere la pandemia potrebbero farci abituare a privarci di tante cose. 

Enrico Ruggeri non è certamente la prima persona che va “controcorrente” quando si parla di coronavirus, un patogeno che sta mettendo a dura prova tutto il sistema sanitario globale. In Italia sono quasi due milioni le persone infettate dall’inizio della pandemia, e oltre 60.000 sono le vittime a causa del Covid-19. Le cifre parlano chiaro: la mortalità in questo nefasto 2020 è aumentata, soprattutto nei mesi primaverili e durante l’autunno in corso, ovvero proprio nei periodi in cui si sono verificate le due ondate pandemiche da Sars-CoV-2.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Sono parole molto forti quelle di Enrico Ruggeri, che ha espresso il suo personalissimo pensiero riguardo all'emergenza sanitaria Covid-19. Secondo l'uomo, insomma, non dovremo rinunciare a vivere per la paura di morire, per questo oltre a preservare la salute bisognerebbe continuare a fare una vita più o meno normale. Concezioni, però, quelle di Ruggeri, che stridono quando ci si trova difronte ai numeri della pandemia, che ogni giorni fanno registrare migliaia di infetti e centinaia di morti in tutto il Paese. Numeri che ha tradotti poi a livello globale sono spaventosi.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!