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Programmi TV: in arrivo il "bollino Italia" per indicare la provenienza

Sui siti di streaming arriverà il bollino Italia, grazie al quale sarà possibile riconoscere subito la provenienza italiana dei programmi tv che saranno trasmessi.

Televisione
Pubblicato il 29 gennaio 2019, alle ore 08:35

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Programmi TV: in arrivo il "bollino Italia" per indicare la provenienza

Sono milioni i film e le serie TV, senza contare i documentari e anche altri tipi di contenuti televisivi, che sono trasmessi in televisione ogni giorno, e spesso in particolare ci si chiede in che paese è stato registrato un film che è piaciuto particolarmente dovendo, ad esempio, andare a cercare successivamente su Internet per trovare la risposta.

Ciò che l’AGCOM con la sua decisione vuole mantenere è il marchio made in Italy e proprio per questo, su serie TV, fiction, documentari e film arriverà il bollino Italia se il programma è stato prodotto in Italia. Più nello specifico, a dover riportare tale bollino sono i cataloghi delle emittenti che trasmettono in streaming. 

Bollino Italia per salvaguardare il Made in Italy

I cataloghi sono consultabili su internet e mostrano gli orari in cui i programmi televisi cominciano. Su ogni titolo si può cliccare per vedere le informazioni a riguardo. Sulla copertina, prima di arrivare nella sezione per approfondire le informazioni, ci sarà un bollino apposito che specifica la provenienza italiana di un determinato programma. Sarà riportata una scritta del tipo “made in Italy“, o “ITA” o “Italia”. Mentre per ciò che è prodotto in Italia sarà obbligatorio, il catalogo potrà scegliere se riportare o meno anche le nazionalità dei programmi che non sono italiani.

L’obbligo per le emittenti televisive è avere almeno il 30% dei programmi televisivi di provenienza italiana, o almeno europea. Coloro che al momento dovranno rispettare l’applicazione di tale bollino sono Infinity di Mediaset, Chili Tv, Now Tv che è proprietà di Sky, TIM Vision, Vodafone TV.

Forse Netflix e Amazon Prime Video tenteranno di sfuggire a tale obbligo poiché la programmazione di questi due colossi dello streaming è mondiale, ma riporta la AGCOM che prima o poi toccherà anche a loro. Per capire il perché è stato necessario applicare la provenienza italiana bisogna fare riferimento al decreto legislativo 204 del 2017 che ha imposto alla Rai, alle televisioni private come Mediaset o Sky, ed infine alle emittenti in streaming di sostenere maggiormente le opere tv italiane ed europee, in particolare quelle realizzate da produttori indipendenti.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Personalmente odio i film e le fiction italiane. Non capisco perché i siti di streaming debbano essere obbligati a trasmettere alcuni contenuti solo per salvaguardare il paese: se le opere non sono di livello, non è che si può penalizzare il contenuto extraeuropeo, che magari ha ottenuto anche più apprezzamenti.

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