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Nella contro-fiction russa su Chernobyl si apre la teoria del complotto della Cia

In Russia hanno deciso di produrre una loro fiction su Chernobyl, da contrapporre a quella prodotta da HBO e Sky. In questa versione a farsi largo è la quasi certezza che durante l’esplosione all’interno della centrale ci fosse un infiltrato della Cia.

Televisione
Pubblicato il 12 giugno 2019, alle ore 00:39

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Nella contro-fiction russa su Chernobyl si apre la teoria del complotto della Cia

Quella su Chernobyl è già considerata una delle migliori serie prodotta dalla HBO. Eppure, nonostante i tanti apprezzamenti espressi a livello internazionale, c’è qualcuno che non ha gradito il progetto, tanto da aver deciso di creare una propria fiction, in cui esporre una diversa versione dei fatti.

I fautori di questa nuova linea sono stati i funzionari della televisione statale russa NTV, ente controllato dal colosso statale energetico Gazprom. Questi ultimi, così come diversi giornalisti filo-governativi, hanno criticato alcuni passaggi della serie co-prodotta da Sky e HBO, soprattutto quelli che hanno evidenziato gli errori delle autorità chiamate a fronteggiare l’emergenza a seguito del disastro nucleare del 26 aprile 1986.

In Russia si è così arrivati ad etichettare la serie come una caricatura menzognera, ovvero un falso storico pieno di luoghi comuni sull’Unione Sovietica. In ragione di queste considerazioni, non accettando di subire degli ingiustificati attacchi propagandistici, dalle critiche si è voluto immediatamente passare ai fatti.

La contro-fiction made in Russia è stata così affidata al regista Aleksei Muradov, che per il suo progetto alternativo ha anche potuto far affidamento sui fondi erogati dal ministero della Cultura nazionale. Nella sua versione, di cui al momento non si conoscono molti dettagli, a prevalere sarà un punto di vista a dir poco sconcertante: l’esplosione del reattore che mise in apprensione l’intero globo non fu la diretta causa di un errore di progettazione a cui fece seguito l’imperizia dei funzionari presenti nella centrale, ma il frutto di un sabotaggio di un agente della Cia.

L’infiltrato al soldo del nemico a stelle e strisce avrebbe in qualche modo avuto un legame con l’esplosione che di fatto macchiò l’immagine di un impero, il cui collasso arrivò solo cinque anni più tardi. Aleksei Muradov ha infatti dichiarato: “Al momento dell’esplosione del reattore era presente un agente dei servizi di intelligence del nemico e gli storici questo non lo negano“: ragion per cui la serie mostrerà agli spettatori ciò che avvenne per davvero in quella notte entrata di diritto a far parte della storia.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La teoria russa sulla causa dell’esplosione di Chernobyl sembra davvero fantasiosa, eppure esistono molti storici convinti che nella seconda metà degli anni ’80 gli Usa fecero di tutto per far crollare economicamente l'Urss. Guarda caso a maggio del 1986, poche settimane dopo Chernobyl, chiesero all’Arabia Saudita di aumentare la produzione di petrolio per farne cadere il prezzo. Tutto ciò comportò un grave danno all’Unione Sovietica, che sempre più si dimostrava essere un gigante dai piedi d’argilla. Secondo i fautori di questi linea, è da lì che partì il tracollo dell’Urss, ma se ad essere vere fossero le teorie del complotto sostenute dal regista Muradov, il tracollo scattò invece già a fine aprile.

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