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Michele Merlo, il padre in lacrime a Verissimo: "Per salvarlo bastava un’analisi del sangue"

Trascorso un anno dalla tragica scomparsa di Michele Merlo, il padre Domenico si sfoga davanti alle telecamere di "Verissimo". In lacrime svela che sarebbe bastata un'analisi del sangue per salvarlo.

Televisione
Pubblicato il 22 maggio 2022, alle ore 12:21

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Michele Merlo, il padre in lacrime a Verissimo: "Per salvarlo bastava un’analisi del sangue"

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Il prossimo 6 giugno sarà trascorso un anno esatto dalla morte di Michele Merlo, la cui inaspettata scomparsa ha sconvolto tutto il paese. In occasione dell’anniversario della scomparsa del giovanissimo cantante, noto con il nome d’arte Mike Bird e diventato famoso come concorrente nel talent show “Amici” di Maria De Filippi, il padre Domenico è stato intervistato per la prima volta davanti alla telecamere di “Verissimo”.

Nello show, condotto da Silvia Toffanin, Domenico Merlo ha voluto ricordare l’amato figlio, parlando di Michele in televisione per la prima volta dalla sua scomparsa prematura. Il giovane cantante viveva a 5 km dalla casa nella quale vivono i genitori, ed il padre ha scoperto i sintomi del figlio quando si erano presentati già da tempo.

“Ha detto che si era già fatto vedere, pensavamo fosse solo un ematoma. Però per scrupolo gli ho detto di rientrare il prima possibile, così siamo andati al pronto soccorso dove ha spiegato i sintomi”, ricorda Domenico, svelando che poche ore dopo i sintomi erano diventati già gravi. “La sera di quel giorno si è fatto vedere dal medico di famiglia che ha trattato una gamba con ematomi sparsi ovunque. Io penso che lì siano stati sottovalutati sintomi chiarissimi.

I medici legali concordano che la leucemia fulminante che ha ucciso Michele poteva essere diagnosticata, racconta Domenico in lacrime. “Aveva una gamba nera dall’inguine ai piedi, aveva avuto mal di testa, sangue dal naso. Sarebbe bastata un’analisi del sangue per salvarlo. Se diagnosticata correttamente, le sue possibilità di sopravvivenza sarebbero state  dal 77% all’89% nei sei mesi successivi.

Domenico confessa di non aspettarsi nulla dall’inchiesta in corso per la morte del figlio, e svela che il medico di famiglia che ha sottovalutato i suoi sintomi è ancora oggi il suo dottore. “Non condanno l’errore umano, anche se mi ha devastato la vita. Non condanno il medico, che ha sbagliato, ma per errore. Ad oggi è ancora il nostro medico di famiglia”.

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Cosa ne pensa l’autore
Maria Belli

Maria Belli - Dolore inimmaginabile per un padre, dover seppellire il figlio sapendo che avrebbe potuto salvarsi. I medici colpevoli devono essere perseguiti per evitare che accada di nuovo, purtroppo nessuno riporterà Michele in vita, ma se anche solo una vita sarà salvata grazie alla risonanza mediatica che ha avuto la sua scomparsa, almeno ci sarà un risvolto positivo in questa tragedia.

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