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Live – Non è la D’Urso, parla l’avvocato di Sebastian Caltagirone: "Doveva fingere di avere un tumore alla gola"

L'avvocato di Sebastian Caltagirone, intervistato da "Live - Non è la D'Urso", ha svelato che il bambino era convinto di girare video per apparire in una futura fiction.

Televisione
Pubblicato il 30 maggio 2019, alle ore 08:39

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Live – Non è la D’Urso, parla l’avvocato di Sebastian Caltagirone: "Doveva fingere di avere un tumore alla gola"

Il caso di Pamela Prati continua ad assumere delle sfumature sconvolgenti. La showgirl, in questi mesi, ha fatto parlare di sé per il presunto matrimonio con l’imprenditore Marco Caltagirone, per poi scoprire, grazie ad alcune ricerche da parte di “Dagospia“, che l’uomo non è mai esistito.

Proprio per questo motivo, ci sono ancora tanti interrogativi non risolti. Infatti, Pamela Prati, sia a “Verissimo” che “Live – Non è la D’Urso“, ha rivelato che, grazie al profondo amore che prova nei confronti di Marco Caltagirone, avevano deciso, di loro spontanea volontà, di adottare due bambini, tra cui uno di nome Sebastian.

La verità sconcertante

L’avvocato del bambino rivela che la madre si sarebbe fidata di Pamela Perricciolo dell’agenzia “Aicos Management”. Ovviamente, ha voluto precisare che la famiglia prende immediatamente le distanze dalla storia di Pamela Prati e Marco Caltagirone. L’agenzia, avrebbe fatto pressioni per averlo tra i propri iscritti, tant’è che non viene pagata neanche l’iscrizione, seppure la madre non era molto convinta di questa scelta.

“Il piccolo era convinto di fare una fiction, e seguiva un copione quando mandava delle note vocali o girava un video”. E successivamente aggiunge un dettaglio macabro: “Anzi lui mi ha detto che doveva fare la voce rotta poiché doveva fingere di avere un tumore alla gola”.

Pamela Perricciolo poi avrebbe chiesto al bambino di mantenere il massimo silenzio per i video che ha fatto, per fare una sorpresa alla madre. Infatti, l’avvocato rivela che più volte la sua famiglia ha chiesto novità sui suoi ruoli, ma lui ha sempre risposto con un semplice: “Vedrai, è una sorpresa!“.

In poche parole, il bambino era convinto di aver girato “un paio di scene per la sua fiction”. La prima, si sarebbe ambientata nella stazione di Termini a Roma, in cui doveva accompagnare la “mamma” al vagone, recitando la parte del bambino triste poiché partiva. Il nome di questa donna non viene fatto, ma si tratterebbe di una persona con i “capelli ricci”.

La seconda scena invece è quella famosa del bar: “Questo incontro al bar con Pamela Prati, Milena Miconi ed Eliana Michelazzo era stato spacciato per una prova costumi generale con merenda”.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Ed è incredibile come, da un semplice "matrimonio" di Pamela Prati, la vicenda si è trasformata in causa nazionale. La verità è squallida, e spero vivamente che la legge possa fare il suo corso e che i colpevoli pagano sul serio, poiché è inaccettabile vedere un bambino sfruttato in questa maniera.

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