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Le Iene, ragazza 22enne vittima di violenze domestiche decide di uccidersi. Cambia idea vedendo la trasmissione

Quando una trasmissione tratta il tema della violenza sulle donne viene accusata di farlo per audience, questa storia dimostra il contrario. Una 22enne, decisa ad uccidersi per le violenze subite, dopo aver visto "Le Iene" cambia idea e ringrazia la redazione.

Televisione
Pubblicato il 9 gennaio 2019, alle ore 16:34

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Le Iene, ragazza 22enne vittima di violenze domestiche decide di uccidersi. Cambia idea vedendo la trasmissione

A “Le Iene” viene recapitata una lettera che la redazione considera “il miglior regalo di buon anno”. La lettera che si sono visti recapitare non conteneva una richiesta di aiuto bensì un ringraziamento da parte di Vanessa. Vanessa è una ragazza di 22 anni che nella lettera dichiara di essere stata vittima di violenze dal compagno per 3 anni, ma dopo averlo denunciato si sentiva in colpa per averglielo permesso.

Visti i sensi di colpa, la ragazza decide di suicidarsi ma, dopo aver visto a “Le Iene” un servizio analogo alla sua esperienza si è resa conto di non essere colpevole per quanto aveva subito ed ha cambiato idea sul suicidio.

La storia di Vanessa

Vanessa all’età di 19 anni inizia una relazione con un uomo che, a suo dire, si è rivelato un mostro. Dopo tre mesi dall’inizio della loro relazione inizia “a vivere in un incubo”.

A causa della gelosia e della rabbia di quel uomo la ragazza perde la sua libertà, il suo lavoro e le sue amicizie. Quando camminava per strada doveva tenere gli occhi con lo sguardo rivolto a terra perché bastava che incrociasse lo sguardo di qualcuno per essere accusata di flertare e quindi essere punita con delle aggressioni. Quando veniva invitata dalla madre per prendere un caffè doveva rifiutare, altrimenti il compagno sicuro che lo stava tradendo la picchiava.

Un giorno il compagno le lancia un mazzo di chiavi in un occhio, in meno di 30 minuti diventa livido e gonfio ma non va in ospedale. La ragazza dichiara “ormai in casa la vita era un incubo”, non vi erano delle vere e proprie litigate per dei disaccordi, il ragazzo era molto nervoso e non riuscuiva a controllare la rabbia e si sfogava massacrando Vanessa. La ragazza provava a difendersi ma suoi 50 kg non potevano nulla contro i 90 di lui.

Vanessa non aveva più rapporti con genitori, la sorella e neanche con i suoi amici. L’unico rapporto era con il suo aguzzino. Dopo 7 mesi di agonia dove subisce violenze di ogni tipo, come dita rotte e labbra spaccate, durante l’ennesimo sfogo del ragazzo Vanessa reagisce urlando con tutte le sue forze per chiedere aiuto. I vicini chiamano la polizia ed i carabinieri.

All’arrivo delle forze dell’ordine Vanessa racconta tutto e denuncia il compagno. Credeva che tornata a casa e alla sua vita sarebbe finito tutto. Ma non è stato così, Vanessa si sentiva in colpa per aver subito violenze in silenzio per 3 anni. Si domandava come ha fatto a permettere che tutto ciò accadesse, si sentiva stupida a tal punto che decide di uccidersi.

Vedendo i servizi della trasmissione “Le Iene” capisce di non essere la sola e che i motivi per cui questo accade sono molti ma, nessuno associabile alle vittime che in quanto tali non riesco a reagire. Nella lettera scrive Vi ringrazio, ho smesso di sentirmi colpevole per ciò che non avevo fatto. Grazie per i vostri servizi. Vi devo la nascita della Vanessa che sono attualmente”.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Quando si sentono raccontare storie analoghe alle proprie spesso in quei racconti si capisce di non essere soli e si capisce che è normale reagire in quel modo. Meno male che Vanessa ha capito che non era colpa sua e ha deciso di vivere libera e di non colpevolizzarsi più per qualcosa di cui non poteva avere il cotrollo.

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