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"La guerra è finita": la storia vera dei bambini di Selvino sfuggiti dall’orrore nazista

Da lunedì 13 gennaio andrà in onda una nuova fiction intitolata "La guerra è finita" che racconta la storia vera di Sciesopoli, la casa dei Bambini di Selvino. Con quattro puntate, la serie offre una lunga riflessione su un tema molto amaro della storia.

Televisione
Pubblicato il 13 gennaio 2020, alle ore 10:06

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"La guerra è finita": la storia vera dei bambini di Selvino sfuggiti dall’orrore nazista

Il nuovo anno porta a casa Rai un grande progetto, molto lodevole per il servizio pubblico, che rende onore alla memoria: da lunedì 13 gennaio arriva su Rai 1 la serie TV “La guerra è finita”. La fiction, prodotta da Palomar e diretta dal regista Michele Soavi, è costituita da ben quattro puntate dove verranno raccontate le follie naziste che sconvolsero il mondo nel secondo dopoguerra.

Il noto regista ha voluto offrire al pubblico di Rai 1 un racconto che, seppur nato durante una triste e drammatica pagina della storia mondiale, contiene messaggi di infinita speranza e di buoni sentimenti. Ambientata negli anni’40, nella grande epoca della rinascita dopo l’orrore dell’Olocausto, un gruppo di teneri bambini e adolescenti sfuggiti ai campi di concentramento trasporteranno i telespettatori in una realtà che necessità tanta attenzione e momenti di grande riflessione.

Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta ha presentato e descritto con orgoglio questo nuovo progetto televisivo che narra la storia vera dei bambini di Selvini, sopravvissuti alla seconda guerra mondiale: £La fiction “La guerra è finita” nasce da una storia vera cioè quella dell’esperienza di Sciesopoli a Selvino, dove tra il 1945 e 1948 furono raccolti in un istituto e aiutati più di 800 bambini e adolescenti ebrei provenienti dai campi di concentramento di tutta Europa perchè potessero recuperare la serenità e il diritto alla felicità che era stata loro sottratta£.

“La guerra è finita” racconta la storia di Davide (interpretato dal protagonista Michele Riondino), un ex ingegnere ebreo, che convive con un enorme senso di colpa: quando la sua famiglia veniva deportata dai nazisti, Davide si trovava lontano da casa e non ha potuto fare nulla per salvare sua moglie e suo figlio.

Senza mai perdere la speranza, Davide crede fortemente di poter riabbracciare la sua famiglia e nel frattempo inizia ad aiutare tutti i piccoli sopravvissuti ai campi di concentramento. Una volta arrivato al Centro Rifugiati, Davide scopre che non c’è più posto per i suoi bambini. In realtà, non trovano posto nemmeno i ragazzi arrivati con Ben, un ex ufficiale della Brigata Ebraica, e neanche i bimbi giunti con la pedagogista Giulia.

Davide, cosciente della difficile situazione, decide di non arrendersi cosi progetta una seconda opportunità che possa aiutare tutti i bambini orfani di guerra. Il giovane grazie alla scoperta di una tenuta agricola abbandonata, in collaborazione con Giulia e Ben, porta tutti i giovani sopravvissuti in quel vecchio edificio. Col tempo, i bambini riscoprono la voglia di tornare a vivere dedicandosi allo studio e alla spensieratezza del gioco.

Nonostante le difficoltà di vivere in un luogo poco accogliente, Davide e il resto del gruppo riescono a rendere migliore la struttura cosi da regalare ai bambini una seconda vita. Il cast è costituito da attori molto stimanti nel campo della recitazione come: Michele Riondino; Isabella Ragonese, Carmine Buschini; Carolina Sala; Andrea Bosca; Valerio Binasco; Federico Cesari e molti altri.

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Cosa ne pensa l’autore
Gaetano La Rocca

Gaetano La Rocca - Molto lodevole è il nuovo progetto di Rai Fiction che con la serie "La guerra è finita" porta luce alla memoria, ripercorrendo un drammatico capitolo della storia internazionale. Mediante il racconto vero della vita dei giovani sopravvissuti allo sterminio della Shoah, la Rai offre al suo vasto pubblico la possibilità di riflettere su un dramma che ha fatto tremare il mondo intero. Ripercorrere quell'epoca, che non è cosi lontana, apre un grande varco di riflessione utile per non ricadere in errore: "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre".

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