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Gomorra sotto accusa: "E’ diseducativa". Ma l’attore che interpreta Ciro risponde alle accuse

Marco D'Amore, l'attore che interpreta Ciro, risponde alle polemiche sulla serie tv Gomorra che si sono scatenate in questi giorni dal procuratore Giuseppe Borrelli.

Televisione
Pubblicato il 6 dicembre 2017, alle ore 19:39

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Gomorra sotto accusa: "E’ diseducativa". Ma l’attore che interpreta Ciro risponde alle accuse
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La famosa serie tv di Sky-Gomorra è stata messa sotto accusa dal procuratore aggiunto del Dda di Napoli Giuseppe Borrelli. Ma l’attore che interpreta Ciro Di Marzio non ci sta a queste accuse e risponde all’attacco ricevuto. Qualche giorno fa Giuseppe Borrelli, titolare delle inchieste più incisive contro i clan,  ha dichiarato che la fiction interpreta la camorra in maniera “folkloristica”.

Borrelli che non mette in discussione la qualità del prodotto cinematograficamente, ma afferma che Gomorra “Distoglie l’attenzione dall’attuale configurazione delle camorra“. Una camorra che ha superato la vicinanza con l’impenditoria, ceti professionali e parte della politica. Quindi per il procuratore quella descritta dalla serie tv non rispecchia l’attuale camorra. Mentre invece il romanzo e il film pubblicato da Saviano erano in grado di descrivere i comportamenti brutali della camorra. 

Le polemiche di Borrelli arrivano dopo quelle del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, che ha criticato aspramente Gomorra: “Credo che evidenziare i rapporti umani come se la camorra fosse un’associazione come tante altre non corrisponda a quello che realmente è, la camorra è fatta soprattutto di violenza”. Anche Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro, si è aggiuhnto a chi critica la fiction prodotta da Sky, in quanto darebbe un’immagine positiva della criminalità, provocando così il “rischio di emulazione”. 

A tutte le accuse non ci sta Marco D’Amore, che interpreta Ciro di Marzio in Gomorra e risponde alle accuse, che puntualmente riemergono ad ogni nuova stagione della serie tv. Per l’attore l’intento è quello di rendere bello il mondo cinematografico pur partendo da un’atto di denuncia come quello di Roberto Saviano. Al Corriere della Sera l’attore continua a rispondere alle accuse “Guardate i “Sopranos”, la libertà con cui è stato raccontato quel mondo. La nostra è una fiction, non un documentario. Siamo liberi di raccontare la savana dal punto di vista del Leone o della gazzella”. Poi Marco prosegue: “bisogna allora fare attenzione, perché c’è il rischio di scivolare verso la censura“. Inoltre Marco tende a precisare che tutti gli spunti della serie, arrivano da carte processuali, quindi non sono invenzione.

Del rischio di censura  ha parlato anche Maurizio De Giovanni, scrittore napoletano, prendendo le difese della serie tv e affermando “Mai, in nessun caso, la fiction va imbavagliata. Questo porta alla censura e al pensiero unico. L’arte deve essere libera“.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Io credo che Gomorra oltre ad essere un buon prodotto cinematografico come pochi in Italia, faccia riflettere se guardato dalla giusta prospettiva. Gomorra racconta la storia o almeno una parte di essa, ma fa capire anche che fondamentalmente chi vive in questo mondo è sempre solo con nessuno di cui fidarsi realmente, anche all'apice del potere.

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