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"Gli orologi del diavolo", Beppe Fiorello torna con la fiction tratta da una storia vera

Giuseppe Fiorello da anni è il re della fiction italiana ed è pronto a tornare in televisione con "Gli orologi del diavolo" una lunga serie tratta da una storia vera dove la polizia abbandona un suo infiltrato.

Televisione
Pubblicato il 20 luglio 2020, alle ore 15:31

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"Gli orologi del diavolo", Beppe Fiorello torna con la fiction tratta da una storia vera

Da anni Beppe Fiorello è il re indiscusso della fiction RAI e questa volta sta tornando su Rai 1 con una serie lunga che tratta una storia vera così come è solito fare. Marco Melani (questo è il nome del personaggio che interpreta Fiorello) è un uomo che lavora come motorista delle navi ed è molto bravo nel suo lavoro. In passato ha fatto delle gare offshore ma attualmente si occupa di costruire barche sulla foce del fiume magra.

Marco è il più bravo nel suo mestiere e tutti lo sanno, il problema è che anche la mafia è a conoscenza della sua bravura e vorrebbero sfruttarlo per avere dei gommoni più veloci delle motovedette dei carabinieri e polizia. Marco capisce l’intento dei narcotrafficanti e chiede (al suo amico Mario che è un poliziotto) come deve comportarsi. La polizia è da tempo che sta cercando di arrestare e fermare questi narcotrafficanti senza però ottenere dei risultati, proprio per questo  propongono a Marco di collaborare con la giustizia per incastrare i vostri di questo cartello italo-spagnolo.

Fiorello che chiamano “El macanico si trova suo malgrado ad indossare i panni di infiltrato speciale, costruisce e guida delle barche dedite al traffico di droga e diventa presto il punto di riferimento del giovanissimo Aurelio, che è un geniale ed astuto boss della mafia. Aurelio si affeziona a Marco e lo tratta come un fratello, nasce un legame pericoloso come l’abbraccio di un serpente. Meroni inizia una doppia vita in cui racconta le bugie ai suoi affetti ai suoi operai e si innesca una spirale di compromessi. Il ragazzo fa di tutto per spiare i narcotrafficanti ed informare di tutto la polizia. Durante un’operazione fra Italia e Spagna qualcosa va storto e Marco viene arrestato ed incarcerato dalla polizia francese.

Marco Melani è certo che la polizia italiana contatterà quella francese per chiarire la situazione così che lui venga liberato ed attende fiducioso ma, presto si renderà conto che dall’Italia nessuno rivendica la sua copertura. L’uomo ora è sotto scacco se rivela la sua vera identità e il suo ruolo verrà ucciso decide che deve continuare a interpretare il suo ruolo affrontando con coraggio le prigioni francesi.

Per ben 8 mesi Marco trascorre i suoi giorni in galera subendo delle condizioni durissime e quando torna in Italia la sua reputazione ormai distrutta la sua vita familiare a prezzi e si sente tradito da chi non lo ha tutelato. Giunto a casa bussano alla sua porta, quando va ad aprire trova davanti a se Aurelio. Il giovane narcotrafficante ha bisogno di lui di quello che lui considera il tuo fratello italiano, che ha tenuto la bocca chiusa anche se era in prigione e per questo gli dice che merita un premio, un ultimo viaggio, un ultimo carico che sistemerà tutto e tutti per sempre.

Anche la polizia italiana contatta nuovamente Marco e gli chiede un ultimo aiuto, un ultimo sacrificio, dopodiché riceverà dallo Stato italiano tutto il sostegno necessario per ricominciare a vivere. Ora Marco deve decidere da che parte stare quello su cui è certo è che potrò uscire da questa trappola soltanto contando sulle sue forze. 

Nella fiction oltre a Giuseppe Fiorello troviamo Claudia Pandolfi, Alvaro Cervantes e Nicole Grimaudo. La serie è composta da quattro puntate che verranno trasmesse nella prima serata di Raiuno ed è prodotta da Picomedia in collaborazione con Rai Fiction.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Trovo la trama di questa serie molto interessante ed avvincente vorrei proprio capire come ne uscirà Giuseppe Fiorello. Quello che mi sconvolge è che, essendo una storia vera, la Polizia ha prima chiesto l'aiuto ad un cittadino per poi abbandonarlo quando avrebbe invece dovuto difenderlo. Lo trovo scandaloso vorrei proprio sapere come si sono giustificati ed avere maggiori informazioni sulla storia a cui si sono ispirati.

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