Affievoliti i riflettori della puntata serale del Grande Fratello la coltre ipocrita che ammansiva le mura della casa si è liquefatta: alcuni concorrenti hanno percepito puzza di bruciato per il contestato salvataggio del Rodriguez, uscito e rientrato in un lampo.
Sui social si urla che siamo davanti ad una vera manipolazione, ad un copione scritto dagli autori, e anche la Gialappa’s Band ha messo in imbarazzo la povera Ilary Blasi chiedendole se il regolamento se lo stanno inventando di volta in volta, e perché il sì è molto più grande del no per salvare Jeremias. La seconda eliminazione, necessaria per riportare l’equilibrio, alla fine è stata creata per innalzare il fratellino di Belen a cui è stata concessa anche la possibilità di vendicarsi.
Tonon afferma di aver ben chiaro a cosa andranno incontro: “L’essere uscito e rientrato con il televoto ha dato la carica a molla a quel ragazzo. Tu vedrai cosa succede. Qualunque cosa farà, secondo lui gli sarà consentito di farla. E’ carico a molla. Ho rivisto le cose che mi facevano paura prima di entrare”.
Luca Onestini si è lucidamente interrogato sulla puntata trascorsa chiedendosi a cosa sia servito tutto quel casino, visto che poi non è cambiato niente: “Questo è uno stress psicologico, sono stati cattivi veri perché prima ti hanno fatto esporre e poi hanno fatto esplodere la bomba”. Lorenzo Flaherty, Raffaello Tonon e Daniele Bossari si dicono certi che gli autori intendano alzare il tiro, istigare le conflittualità e le malvagità degli inquilini. Un piano mefistofelico.
Raffaello, conversando con Luca e Lorenzo, ha sottolineato gli atteggiamenti del Rodriguez, la sua maleducazione, lo sfuggire alle proprie responsabilità, il suo comportarsi in modo errato continuando a ritenere gli altri sbagliati: avverte di aver leso la sua maestà perché ha offerto la suite alla sorella e non ha obbedito al diktat del geloso fratellino. In confessionale Tonon ha spiegato che lo nominava perché non ha compreso che il sale della convivenza è la conversazione. E come dargli torto.