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Fratelli di Crozza, il monologo di Crozza: "Il green pass è un mezzuccio per farci vaccinare tutti"

Durante la prima puntata di "Fratelli di Crozza", il comico genovese fa un lungo monologo sul green pass, mostrando tutti i suoi dubbi sul certificato verde.

Televisione
Pubblicato il 28 settembre 2021, alle ore 10:44

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Fratelli di Crozza, il monologo di Crozza: "Il green pass è un mezzuccio per farci vaccinare tutti"

Nella giornata del 24 settembre su Nove è ritornato Maurizio Crozza con il suo show “Fratelli di Crozza“, ovviamente il programma di punta della rete. I numeri per la prima puntata sono stati incredibili: viene registrato il miglior risultato di sempre del canale Nove con il 6,9% di share e punte di 2.155.000 spettatori, risultando il terzo programma più visto in quella fascia oraria, dopo “Tale e Quale Show” su Rai 1 e “Grande Fratello Vip” su Canale 5.

Maurizio Crozza porta in TV i suoi soliti personaggi, come Carlo Calenda, Vittorio Feltri, Vincenzo De Luca, Silvio Berlusconi e l’esordio in assoluto di Red Ronnie. Quello che sta facendo discutere, soprattutto nelle ultime ore, è il monologo fatto sul green pass, ove mostra tutte le titubanze per le scelte prese dal Governo nelle ultime settimane.

Il monologo di Maurizio Crozza

La trasmissione inizia proprio parlando del green pass, ove Maurizio Crozza invita tutti i presenti in studio ad uscire la certificazione, sia cartacea che su smartphone, del certificato verde. Successivamente non si dichiara no-vax ma sta con “nonciòilvax“, rivelando che in paesi poveri come l’Africa solo il 2% è vaccinato, mentre in Europa e altri stati più ricchi si è arrivati alla terza dose o quattro dosi, a oggi definiti dal comico genovese come uno spreco poiché vaccinando tutti con almeno una dose si potrebbe evitare la nascita di nuove varianti.

Successivamente mostra un articolo ove si può leggere che l’effetto di Pfizer dura solamente quattro mesi, mentre il certificato verde ne dura dodici: “Perché il mio green pass dura dodici mesi se dopo quattro mesi posso essere ricoverato? E perché il tampone prima durava 48 ore e oggi 72? Io sul green pass vacillo, ma è anche lo Stato a farmi vacillare. È obbligatorio andare al teatro, ma non a messa. Sul Frecciarossa sì, sui regionali no. Per gli universitari sì, per i liceali no. In aereo sì, e in metropolitana no”.

Dopo aver mostrato un articolo sui più di 15 mila carabinieri e 16 mila poliziotti non ancora vaccinati, Crozza lancia un’ultima frecciatina al certificato verde: “La verità è che il green pass è un mezzuccio per farci vaccinare tutti. Non lo rendono obbligatorio, ma costringono a farlo anche a chi è contrario. E non puoi neanche farti un tampone ogni tre giorni, ti viene il naso come Depardieu. Il green pass è un sotterfuggio. Nel resto d’Europa, oltre a non avere l’obbligo vaccinale, non hanno neanche un green pass così draconiano”.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Un monologo impeccabile, delle domande giustissime poste da Crozza che, purtroppo, non riceveranno mai nessuna risposta. Voglio chiudere un occhio sui dubbi dedicati al vaccino, ma non avere nessun tipo di domanda sul green pass resta del tutto assurdo ed incredibile, ma ascoltare (o leggere) le parole di Crozza possono aprire la mente.

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