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Conad finisce nella bufera per una pubblicità sui meridionali

Nello spot si vede un ragazzo meridionale partire per il Nord con il caciocavallo nella valigia. I detrattori: "È una immagine superata e razzista". I ragazzi del Sud partono con la laurea, non con il formaggio".

Televisione
Pubblicato il 31 dicembre 2018, alle ore 18:30

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Conad finisce nella bufera per una pubblicità sui meridionali

C’è uno spot pubblicitario del Conad che fa discutere. Si vede un ragazzo meridionale che deve partire per andare a lavorare al Nord il giorno di Natale. La madre, tra i tanti effetti personali del figlio, infila nella valigia anche un caciocavallo, come un novello Totò e Peppino in viaggio a Milano. Il giovane, però, non gradisce la decisione della madre, leva il formaggio e accetta, invece, la carta Conad regalata dal padre.

La pubblicità, annunciata con grande entusiasmo dall’amministratore delegato Francesco Pugliese, è stata lanciata il 20 dicembre, in occasione del periodo natalizio. Doveva essere una pubblicità originale. Si è invece dimostrata un fallimento. Perché la reazione del pubblico non è stata affatto positiva. Molti infatti hanno stigmatizzato lo spot, definendolo obsoleto e pieno di “pregiudizi sul Meridione”.

Sui social si è scatenata la bagarre contro il video che rappresenta “un’Italia stereotipata dove vengono messi in luce tutti i peggiori luoghi comuni dell’italianità”. Uno spot definito “retrogrado” e razzista: “Si parla tanto di razzismo, poi guardi la pubblicità della Conad e vedi i più beceri pregiudizi sui meridionali”. 

La polemica è giustificata. Nessun ragazzo del Sud parte più con il caciocavallo in valigia da almeno 100 anni. Oggi, dal Sud partono quasi tutti con una laurea sotto il braccio, e con tanto di specializzazioni post-universitarie. Dipingere il ragazzo del Sud con il formaggio in valigia è una immagine che risale agli inizi del Novecento, in un periodo in cui non emigravano solo i meridionali. Chiedere ai veneti.

Secondo i detrattori, spot simili non aiutano a cancellare l’ignoranza e il pregiudizio di tanti settentrionali verso i meridionali. Esiste ancora il luogo comune secondo cui il ragazzo del Sud sia un “terrone ignorante”. Quando invece il ragazzo meridionale di oggi ha due lauree, parla quattro lingue, e va spesso a lavorare all’estero, sorvolando volentieri sul Nord.  

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Questo spot pubblicitario poteva forse andar bene un secolo fa. Quando davvero i meridionali (e non solo solo) partivano con una valigia di cartone. Oggi partono tutti con il trolley e titoli di studio di alto livello. L'ondata migratoria dal Sud al Nord è terminata negli anni Sessanta. Oggi, i primi a emigrare all'estero sono proprio i settentrionali. Lombardi in testa. Il meridionale lo segue. Ma l'Italia a tanti giovani nostrani ormai non interessa nemmeno più.

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Commenti
Gepa Wilson
Gepa Wilson

06 gennaio 2019 - 09:32:56

Non sono per niente d'accordo con l'autore di questo articolo e il suo contenuto. Siamo in almeno 10 tra i miei amici che ogni volta torniamo al nord (talvolta parliamo di Germania e UK) e non solo con caciotta ma anche salami, sughi e sottoli. Siamo tutti laureati o con un lavoro coi controc***i.

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