Accuse di omofobia per il comico Checco Zalone

L’episodio durante l’esibizione a Music, il programma di Canale 5 condotto da Paolo Bonolis. Una rivisitazione della sigla del cartone Kiss Me Licia indigna la comunità omosessuale

Accuse di omofobia per il comico Checco Zalone

Dopo due anni di assenza dallo schermo televisivo e dopo il successo del suo ultimo film Quo Vado?, che ha incassato oltre 65 milioni di Euro, torna Checco Zalone come ospite di Music, il programma di Canale 5 condotto da Paolo Bonolis.

Il comico pugliese, come da prassi ha reinterpretato a suo modo alcuni brani musicali, ma questa volta la sua performance non è piaciuta a tutti. Infatti Luca Medici, vero nome dell’artista, si è esibito cantando alcune sigle di cartoni animati della sua infanzia, entrambi con un tema comune: l’omosessualità.

Nel primo brano, Checco Zalone, ha rielaborato la sigla di Holly e Benji, famoso cartone animato che racconta la storia di due ragazzi che cercano fortuna nel mondo del calcio, per poi proseguire con Kiss Me Licia, il cui protagonista era un ragazzo, Mirko, riconoscibile per il suo ciuffo di capelli colorati.

Ed è stato proprio questo personaggio, il protagonista della canzone cantata da Checco Zalone, che riferendosi a Licia – fidanzata di Mirko – le fa notare il disinteresse del ragazzo perché omosessuale utilizzando la parola “frocio”, di fronte all’imbarazzo del conduttore Paolo Bonolis, visto che si era in prima serata.

Subito dopo la messa in onda del programma il mondo Gay ha accusato l’artista di omofobia tacciandolo di essere ricorso a “una banalotta omofobia per solleticare gli umori del pubblico”, come riportato sul sito Gay.it, che definisce “risatine di quarta elementare” quelle che avrebbe provocato lo sketch del comico pugliese. Lo stesso sito ricorda anche gli inizi di Zalone e quella sua canzone “uomini sessuali” che già aveva toccato l’argomento.

Sul web c’è anche chi difende Luca Medici, ricordando che il suo personaggio Zalone, “interpreta il tipico italiano ignorante e tende ad estremizzare tutto, fino a farla diventare un barzelletta”. Insomma una caduta di stile per alcuni, solo un pezzo della sua comicità per altri.

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