WhatsApp beta per Android introduce la “username key”: più controllo e privacy nelle chat iniziali

WhatsApp sta lavorando a una nuova funzione che introduce la “username key”, un codice di accesso pensato per rendere più sicure e controllate le prime conversazioni avviate tramite username su Android.

WhatsApp beta per Android introduce la “username key”: più controllo e privacy nelle chat iniziali

WhatsApp continua a lavorare sull’evoluzione del sistema di username e, con la beta per Android 2.26.2.2 rilasciata tramite il Google Play Beta Program, emergono nuovi dettagli su una funzione destinata a incidere in modo significativo sul modo in cui si avviano le conversazioni. L’aggiornamento, datato 13 gennaio 2026, non rende ancora disponibile la novità agli utenti, ma offre un’anteprima chiara della direzione intrapresa dalla piattaforma: l’introduzione della cosiddetta “username key”, un passaggio aggiuntivo richiesto quando si tenta di avviare una chat per la prima volta con un account basato su username.

Il contesto è quello già anticipato nelle precedenti versioni beta, in cui WhatsApp ha iniziato a costruire un sistema che consente di contattare una persona senza conoscerne il numero di telefono. Gli username diventano così l’identificatore principale nelle interazioni con contatti non salvati in rubrica, una scelta che punta a rafforzare la privacy e a rendere l’app più adatta anche a contesti pubblici, professionali o legati ai servizi. La novità emersa con la beta 2.26.2.2 aggiunge però un ulteriore livello di controllo, pensato per rendere le prime interazioni ancora più selettive. La username key può essere descritta come un codice di accesso associato all’username dell’utente.

Non sostituisce l’username e non modifica il funzionamento delle chat esistenti, ma interviene esclusivamente nel momento in cui qualcuno tenta di avviare una conversazione per la prima volta. Se l’utente destinatario ha attivato questa opzione, chi prova a scrivergli visualizza una schermata dedicata in cui viene richiesto l’inserimento della chiave corretta. Senza questo passaggio, la chat non può essere avviata e non è possibile inviare messaggi o effettuare chiamate.

Dal punto di vista pratico, questa soluzione separa in modo netto la visibilità dalla reale possibilità di contatto. Un utente può rendere pubblico il proprio username, ad esempio su un profilo social, in un gruppo o su un sito web, senza aprire automaticamente la porta a messaggi indesiderati. Solo chi è in possesso della username key, fornita direttamente dall’interessato, può iniziare una conversazione.

È un approccio che mira a ridurre messaggi non richiesti e contatti indesiderati, senza sacrificare la comodità della ricerca per username. WhatsApp ha chiarito che questa funzione si inserisce perfettamente nell’architettura di sicurezza già esistente. Una volta superato il controllo iniziale, le conversazioni proseguono come qualsiasi altra chat, beneficiando della crittografia end-to-end.

La chiave non viene condivisa ulteriormente né memorizzata in modo visibile, e il suo utilizzo resta confinato alla fase di avvio della chat. Anche l’esperienza utente è al centro dello sviluppo, con un’interfaccia che dovrebbe spiegare in modo chiaro perché viene richiesta la key, evitando confusione o fraintendimenti da parte di chi tenta di contattare un account per la prima volta. Questa novità riflette una strategia più ampia da parte di WhatsApp, sempre più orientata a offrire strumenti di controllo granulare agli utenti. L’obiettivo non è soltanto proteggere il numero di telefono, ma permettere a ciascuno di decidere con precisione chi può entrare in contatto diretto. In un’epoca in cui le piattaforme di messaggistica vengono utilizzate anche per lavoro, community e assistenza, la possibilità di filtrare i primi contatti rappresenta un valore aggiunto concreto.

Al momento, la funzione della username key è ancora in fase di sviluppo e non è disponibile per i beta tester, ma il lavoro in corso suggerisce un rilascio nel corso dei prossimi mesi. Se implementata come previsto, potrebbe diventare uno degli strumenti più interessanti introdotti su WhatsApp negli ultimi anni, ridefinendo il concetto di primo contatto e rendendo le conversazioni iniziali più controllate, consapevoli e rispettose della privacy.

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