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Riecco la truffa nigeriana: circola su WhatsApp, e prende di mira i device mobili

Ricordate la vecchia truffa nigeriana responsabile del furto di tantissimi dispositivi elettronici negli scorsi decenni? Sembra tornata in auge: questa volta, circola su WhatsApp, e mira ad appropriarsi dei device mobili degli utenti, meglio ancora se Apple.

Software e App
Pubblicato il 27 settembre 2017, alle ore 11:34

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Riecco la truffa nigeriana: circola su WhatsApp, e prende di mira i device mobili
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Ricordate la truffa “nigeriana” a seguito della quale, credendo di vendere il proprio computer ad un cliente estero, quest’ultimo – ricevuto il PC – spariva senza pagare? Qualcosa di simile è tornato in auge nelle scorse settimane, ma adattandosi al nuovo canale di comunicazione per eccellenza, WhatsApp.

Nello specifico, sembra che diversi inserzionisti online, attivi sulle piattaforme Ebay, Kijiji (di proprietà della prima), e Subito.it, abbiano ricevuto un messaggio, via WhatsApp, da un numero ovviamente non in rubrica, nel quale TrenDevice, un’azienda che – dietro valutazione online – compra e rivende device usati (poi ricondizionati), si mostrerebbe interessata all’acquisto del terminale “x” messo in vendita nelle bacheche online dei brand poc’anzi citati, accollandosi le responsabilità e le spese della spedizione.

Inutile dire che molti utenti sono cascati nella trappola perché, è vero, TrenDevice esiste sul serio: peccato che non sia coinvolta nell’iniziativa in questione, e che l’utente – spedito il proprio device al latore del messaggio (che avrà fornito, per l’occasione, un indirizzo di comodo) – si ritrovi col classico pugno di mosche in mano.

Avvertita della circostanza, TrenDevice ha precisato che solo in seguito alla compilazione di un form online (quello della valutazione) un suo operatore procede a contattare l’utente, e sempre via mail o telefono, mai via WhatsApp (anche se, nella truffa, talvolta veniva fatta una chiamata da una numerazione estera). 

Qualora si riceva il messaggio oggetto della truffa, è bene badare alle sue incongruenze (in alcune parti di parla di una vendita diretta all’azienda TrenDevice, mentre in altre sembra quasi che si proponga un servizio in conto vendita, con tanto di bonus premio del 20% sugli acquisti effettuati tramite la piattaforma di “ritiro dell’usato”), ed effettuare immediata denuncia alla Polizia Postale, anche tenuto conto che la Procura e le forze dell’ordine – su sollecitazione della vera TrenDevice – hanno già avviato le indagini sul caso. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Questa mi mancava: non sapevo che la famosa truffa nigeriana fosse tornata in auge, anche se - in effetti - è piuttosto logico che i criminali si adattino ai tempi. Oggi si usa molto WhatsApp per comunicare, e gli oggetti più ambiti sono i terminali mobili (specie se della Apple): facendo 1+1, ecco allestita la truffa spiegata in sede di articolo, dalla quale cautelarsi con una bella dose di attenzione, e le opportune segnalazioni del caso alla Polizia Postale.

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