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Proteggi il tuo smartphone Android con Cerberus Anti-theft e Segret Control!

Gli smartphone di oggi, anche i modelli low cost, contengono troppe informazioni personali, care ed importanti perché possano essere lasciati alla mercé di ladri e curiosi. Impariamo a proteggerli con due ottime applicazioni per Android!

Software e App
Pubblicato il 28 settembre 2015, alle ore 11:54

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Proteggi il tuo smartphone Android con Cerberus Anti-theft e Segret Control!

Oggi giorno gli smartphone sono dei veri e propri compagni di vita, per i dati che si condividono tramite i social, di lavoro, per i documenti che vengono elaborati e condivisi con le apposite suite, di economia domestica, per la presenza di dati sensibili inerenti le proprie carte di credito e gli acquisti online. Non dimentichiamo, poi, le fotografie che albergano, solitamente, in abbondanza nei nostri smartphone.

Perdere o vedersi rubare uno smartphone, o un device mobile in generale, è – quindi – una vera seccatura sia dal punto di vista economico che da quello della nostra privacy compromessa. Per fortuna vi sono diverse applicazioni che offrono un servizio di “cane da guardia” per il nostro amato device: alcune di esse sono gli antivirus nei quali è quasi sempre presente una funzioni anti-theft.

Le applicazioni che tratteremo in quest’articolo, tuttavia, sono specifiche ed a se stanti, quindi dotate di maggiori funzionalità.

Dal PlayStore, una prima applicazioni che potremmo testare è “Secret Control” che si basa su due strumenti essenziali per prevenire l’attività di curiosi e ladri: “Lock Screen Protection” permette di bloccare lo schermo del device e di inviare un sms o una mail nel caso qualcuno faccia troppi tentativi per sbloccarlo. Oltre a ciò è anche possibile ottenere una foto del presunto ladro, scattata dalla fotocamera anteriore, abbinata alle coordinate GPS di dov’è avvenuto il tentativo, fruttuoso o meno, di violazione del device.

L’altra funzionalità di “Secret Control” è il “Motion Sense”: quando attivato, basta che qualcuno sposti leggermente il device perché quest’ultimo faccia suonare un allarme potentissimo (anche se il telefono è silenziato) ed invii posizione e foto del curioso (o del ladro) al padrone del device.
Non mancano, poi, anche le funzioni per rilevare il cambio di SIM, la carica della batteria e i tentativi di cambiare la password di sblocco del telefono.

Sempre dal PlayStore, possiamo scaricare “Cerberus anti-theft” (http://bit.ly/1pBb41H, gratuito per la prima settimana, poi 4,99 euro per la licenza a vita). Il programma in questione permette di comunicare via pagina web la cronologia delle posizioni GPS del device, di attivare da remoto – via codice sms – un allarme molto alto e di fornire, ovviamente, anche la foto del presunto ladro.

Molto ricche le funzioni “accessorie” di quest’app (in grado di occultarsi sul device implementato): è possibile cancellare da remoto i dati del device e della microSD, registrare un elenco delle chiamate e degli sms ricevuti, registrare l’audio dal microfono, avvertire nel caso la SIM venisse cambiate, segnalare – infine – la rete wireless alla quale il device dovesse venir agganciato. Per ulteriori approfondimenti, potrete leggere l’articolo Cerberus: l’app antifurto per i dispositivi Android.

Naturalmente, per quanto sia facile con queste app ritrovare il proprio device, è sempre auspicabile che non vi succeda niente a prescindere. Lo spavento di un device smarrito o perso, queste applicazioni non sono ancora in grado di togliercelo!

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - L'utilità di tali applicazioni è palese: alcune si esse richiedono l'acquisto ma si può ben dire che siano soldi spesi in modo proficuo se permettono di ritrovare un device che costa diverse centinaia di euro. Naturalmente possiamo utilizzare queste app anche per smascherare eventuali curiosi che, in nostra assenza, dovessero bazzicare un po' troppo attorno al nostro device. Il fatto, poi, che sovente queste app mettano in guardia i curiosi ed i ladri , con un allarme ed un avviso grafico, è l'equivalente del "Cave Canem" di antica memoria: un simpatico mezzo per dissuadere chi ha decisamente bisogno...d'esser dissuaso!

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