Microsoft cambia volto a Windows: bug, Word, addii storici, novità Copilot

L’inizio del 2026 porta con sé una serie di novità Microsoft tra aggiornamenti che migliorano l’usabilità di Windows 11, correzioni di bug critici, modifiche a OneDrive e Word, e nuove sperimentazioni con Copilot, segnando un equilibrio tra semplificazione delle funzionalità e possibili frustrazioni per gli utenti più affezionati.

Microsoft cambia volto a Windows: bug, Word, addii storici, novità Copilot

L’inizio del 2026 si apre con un Microsoft più audace e controverso, tra aggiornamenti che semplificano l’uso quotidiano dei suoi strumenti e decisioni che rischiano di creare frustrazione tra gli utenti.

La questione più delicata riguarda senza dubbio OneDrive, protagonista di segnalazioni sempre più numerose da parte di utenti che denunciano la scomparsa dei propri file. Il problema nasce dall’attivazione automatica della funzione di backup, che sposta Desktop, Documenti e Immagini nel cloud senza un consenso realmente chiaro. In molti casi il processo avviene in modo silenzioso, senza avvisi espliciti, e l’utente se ne accorge solo quando lo spazio disponibile si esaurisce o quando prova a disattivare il servizio. È proprio in questa fase che può verificarsi la situazione più critica: la rimozione dei file dal cloud comporta la loro eliminazione anche dal computer locale, senza reali possibilità di recupero. Una dinamica che ha acceso un acceso dibattito online e sollevato interrogativi sulla reale tutela dell’autonomia dell’utente e dei suoi dati personali. Il fatto che Microsoft presenti questo comportamento come una misura di sicurezza non ha convinto molti osservatori, che parlano di un sistema poco trasparente e potenzialmente pericoloso, soprattutto per chi non è particolarmente esperto.

Sempre in tema di malfunzionamenti, Microsoft ha avviato il rilascio di un aggiornamento mirato per Windows 11 con l’obiettivo di sistemare una serie di bug che, negli ultimi mesi, avevano compromesso alcune aree centrali dell’interfaccia del sistema operativo. Le anomalie interessavano in particolare le versioni 24H2 e 25H2 e risultavano collegate alla shell di Windows, il componente che gestisce elementi fondamentali come il menu Start, la barra delle applicazioni e Esplora file. Dopo le prime segnalazioni emerse già a novembre 2025, l’azienda aveva inizialmente proposto soluzioni temporanee rivolte soprattutto agli amministratori IT, ma anche queste indicazioni si erano rivelate imperfette dal punto di vista tecnico. Con l’aggiornamento documentato nel supporto KB5072911, Microsoft ha corretto gli errori e chiarito le procedure, puntando a garantire maggiore stabilità sia sui PC domestici sia in ambito professionale. Secondo quanto dichiarato, la correzione dovrebbe prevenire il ripetersi dei comportamenti anomali nelle nuove installazioni, anche se il caso riaccende il dibattito sulla maturità complessiva di Windows 11 e sulla necessità di un flusso di aggiornamenti sempre più rapido e accurato.

Accanto a questi casi, Microsoft ha confermato un cambiamento storico ma forse inevitabile: la fine dell’attivazione di Windows via telefono. Il servizio, attivo da decenni, è stato ufficialmente dismesso il 3 dicembre 2025, anche se molti utenti se ne sono accorti solo settimane dopo, trovandosi di fronte a un messaggio registrato che invita a procedere tramite internet. Si tratta di una scelta che segna simbolicamente la fine di un’epoca, quella in cui la connettività non era scontata e i sistemi operativi dovevano offrire alternative completamente offline. Oggi Windows 11 può ancora essere attivato senza un account Microsoft inserendo semplicemente il product key, mentre l’attivazione offline resta possibile solo attraverso una procedura più complessa che richiede un secondo dispositivo connesso alla rete. Per le versioni più datate del sistema operativo, invece, le possibilità ufficiali si riducono drasticamente, rendendo di fatto impossibile l’attivazione per chi utilizza macchine isolate o legacy.

La terza novità riguarda Microsoft Word, che si prepara a dire addio all’integrazione diretta con Send to Kindle. A partire dal 9 febbraio 2026, la funzione verrà rimossa da Word su Windows, macOS e dalla versione Web. Introdotta nel 2023 grazie a una collaborazione con Amazon, consentiva di inviare documenti direttamente ai dispositivi Kindle, sia come file con layout fisso sia come ebook adattabile. Pur trattandosi di una funzione di nicchia, era particolarmente apprezzata da chi utilizzava gli e-reader anche in ambito professionale o di studio. Microsoft non ha fornito spiegazioni approfondite, ma la decisione sembra inserirsi in una strategia più ampia di semplificazione dell’offerta software, con l’eliminazione delle integrazioni meno utilizzate.

Andando avanti, Microsoft ha reso l’inserimento di link in Word più immediato e intuitivo grazie alla nuova funzioneoverpaste”, che permette di trasformare qualsiasi testo selezionato in un collegamento ipertestuale semplicemente incollandovi sopra un URL. Questa novità elimina la necessità di aprire menu contestuali o utilizzare scorciatoie da tastiera come Ctrl+K, rendendo l’operazione più veloce e naturale, soprattutto per chi lavora su documenti ricchi di riferimenti esterni. La feature è già disponibile su Word per il web, Windows e macOS, garantendo un’esperienza uniforme su tutte le piattaforme principali. In pratica, Word si avvicina al modello già noto agli utenti di WordPress e di altri editor online, dove inserire link è semplice e immediato, con un flusso di lavoro più fluido e meno frammentato. La distribuzione è in corso: gli utenti di Word online possono già utilizzare la funzione, mentre per le versioni desktop è necessario avere Word per Windows a partire dalla versione 2511 e Word per Mac dalla 16.104. Questa innovazione segna un passo importante verso una scrittura più veloce, efficiente e al passo con gli standard web, mettendo Microsoft in vantaggio rispetto a competitor come Google Docs, che ancora non offre un sistema analogo.

Microsoft introduce un primo passo per consentire la rimozione di Microsoft Copilot in Windows 11, disponibile per gli utenti del programma Insider con Build 26220.7535 sui canali Dev e Beta. La nuova policy RemoveMicrosoftCopilotApp permette agli amministratori di sistema di disinstallare l’app gratuita preinstallata, lasciando invece intatto il servizio a pagamento Microsoft 365 Copilot. La rimozione è vincolata a criteri stringenti: il dispositivo deve avere entrambe le versioni dell’assistente, la versione gratuita non deve essere stata installata manualmente e non deve essere stata avviata negli ultimi 28 giorni, difficoltà resa più evidente dall’avvio automatico e dalle scorciatoie da tastiera come Windows + C o Alt + Spazio. Gli amministratori operano tramite editor delle policy: Configurazione utente > Modelli amministrativi > Windows AI > Rimuovi app Microsoft Copilot. L’operazione non è definitiva e l’utente può reinstallare l’app autonomamente se desidera riutilizzarla. Al momento la possibilità è riservata agli amministratori, soprattutto in contesti lavorativi ed educativi, dove la presenza di Copilot ha suscitato dubbi. Microsoft apre però la strada a una futura semplificazione del processo, con l’obiettivo di permettere a tutti gli utenti di scegliere liberamente se mantenere l’assistente AI sul proprio PC.

Infine, sempre in merito a Copilot, Microsoft starebbe sperimentando una sua nuova integrazione direttamente all’interno di Esplora file di Windows 11, una scelta che potrebbe rendere l’assistente ancora più presente – e per alcuni utenti più scomodo – nell’esperienza quotidiana del sistema operativo. Nelle recenti build distribuite ai Windows Insider è infatti comparso un pulsante “fantasma” nella barra di navigazione dell’Explorer, visibile solo passando il mouse su un’area vuota, che nasconderebbe funzioni legate all’IA. Le stringhe individuate nei file di sistema suggeriscono la possibilità di avviare una chat contestuale con Copilot basata sui file selezionati, aprendo una barra laterale o una finestra mobile senza uscire dall’esploratore. L’obiettivo sarebbe superare l’attuale integrazione limitata, che obbliga a passare dall’app dedicata interrompendo il flusso di lavoro, ma il rischio è quello di appesantire un’area del sistema che molti utenti vorrebbero mantenere essenziale. Anche se la funzione è ancora inattiva e potrebbe non arrivare mai alla versione finale, i test confermano la direzione intrapresa da Microsoft: portare l’intelligenza artificiale sempre più al centro di Windows 11, con il risultato di dividere ulteriormente l’opinione tra chi vede un potenziale aumento della produttività e chi teme un’interfaccia sempre meno sobria e controllabile.

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