Il panorama dell’intelligenza artificiale sta vivendo settimane particolarmente movimentate. Da un lato OpenAI introduce il nuovo GPT-5.4, aggiornamento che punta a rendere ChatGPT e la piattaforma Codex più potenti e affidabili nelle attività professionali e nello sviluppo software. Dall’altro lato il mercato mostra segnali di forte competizione, con nuove strategie e funzionalità pensate per attrarre utenti verso servizi alternativi come Claude AI. Tra innovazioni tecniche, cambiamenti nelle preferenze degli utenti e dibattiti sull’uso dell’AI, il settore continua a evolversi rapidamente, confermando quanto sia ormai centrale nella trasformazione del mondo digitale.
GPT-5.4 debutta ufficialmente all’interno di ChatGPT e della piattaforma Codex, portando con sé miglioramenti significativi nelle attività professionali più complesse, dal coding alla gestione di documenti e dati. Il nuovo modello, sviluppato da OpenAI, è disponibile nella versione GPT-5.4 Thinking all’interno di ChatGPT e anche tramite API, con una variante Pro destinata a chi necessita di prestazioni ancora più elevate. Secondo l’azienda, il modello integra i progressi più recenti nel campo del ragionamento automatico, della scrittura di codice e dei flussi di lavoro agentici, consentendo all’intelligenza artificiale di gestire attività articolate composte da più passaggi. Nei test interni basati su GDPval, condotti su 44 diversi settori professionali, GPT-5.4 è stato in grado di eguagliare o superare le prestazioni dei professionisti umani nell’83% dei casi, mostrando risultati più coerenti e meno ripetitivi nella creazione di fogli di calcolo, presentazioni e documenti. Tra le novità più rilevanti spicca anche l’interazione più avanzata con il computer: nella piattaforma Codex e tramite API il modello può operare direttamente tra applicazioni, browser e software per completare flussi di lavoro complessi. La versione dedicata agli sviluppatori supporta fino a un milione di token di contesto e introduce strumenti sperimentali per analizzare grandi quantità di dati in una singola sessione. Migliora anche l’affidabilità complessiva delle risposte, con un tasso di errore inferiore del 18% rispetto alle generazioni precedenti e una probabilità più bassa di ottenere risultati errati nelle ricerche singole. In ChatGPT arriva inoltre una funzione di pianificazione preliminare che consente al modello di mostrare un piano iniziale prima di generare la risposta completa, permettendo all’utente di orientare meglio il risultato finale. Tra le novità dedicate agli sviluppatori debutta infine anche l’app Codex per Windows, una versione nativa che semplifica la progettazione e la distribuzione di software sfruttando gli agenti AI.
Nonostante quest’aggiornamento, va rilevato come negli ultimi giorni si è registrato un aumento significativo delle disinstallazioni di ChatGPT, in particolare negli Stati Uniti. Secondo alcune analisi di mercato, il fenomeno sarebbe legato anche alle discussioni nate attorno alla collaborazione tra OpenAI e il Dipartimento della Difesa americano, una scelta che ha acceso il dibattito sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambiti sensibili. In parallelo, Claude ha registrato un forte incremento di download, arrivando rapidamente ai vertici delle classifiche degli store digitali in diversi Paesi. Il cambio di rotta degli utenti si è riflesso anche nelle recensioni delle app e nel numero di nuove installazioni.
In un contesto già molto competitivo, ogni novità può fare la differenza, e proprio in questo scenario Anthropic ha deciso di accelerare introducendo nuove funzioni pensate per facilitare il passaggio da altre piattaforme. Tra queste, una delle più rilevanti riguarda la memoria personalizzata, ora disponibile anche per gli utenti che utilizzano il servizio gratuitamente. La memoria rappresenta uno degli elementi più importanti nell’esperienza d’uso di un assistente AI moderno. Non si tratta soltanto di conservare informazioni tecniche, ma di mantenere preferenze personali, istruzioni sullo stile di risposta, progetti e abitudini. Per molti utenti, cambiare piattaforma significa perdere tutto questo patrimonio di informazioni, rendendo più difficile l’adattamento a un nuovo sistema.
Con l’aggiornamento più recente, Claude consente invece di importare queste informazioni da altri chatbot. Il sistema permette di trasferire preferenze e dati personali in modo relativamente semplice, offrendo agli utenti la possibilità di ricostruire rapidamente il proprio ambiente di lavoro. Questa funzione si inserisce in una strategia più ampia che punta a ridurre le barriere tra le diverse piattaforme AI, rendendo il passaggio meno traumatico. L’estensione della memoria al piano gratuito rappresenta inoltre un cambiamento significativo nella politica del servizio, che fino a poco tempo fa riservava questa funzione agli abbonati. La scelta sembra pensata proprio per intercettare i nuovi utenti arrivati nelle ultime settimane, offrendo loro strumenti più completi fin dal primo utilizzo. Nel frattempo, la crescita improvvisa della piattaforma ha messo sotto pressione anche l’infrastruttura tecnica, con rallentamenti e interruzioni temporanee segnalati da diversi utenti.
Un segnale che evidenzia quanto rapidamente stia evolvendo il mercato dell’intelligenza artificiale, dove la popolarità può aumentare nel giro di pochi giorni. La competizione tra ChatGPT e Claude dimostra come l’intelligenza artificiale non sia più soltanto una questione tecnologica, ma anche culturale e politica. Gli utenti sembrano sempre più attenti non solo alle prestazioni dei modelli, ma anche alle scelte etiche delle aziende che li sviluppano.