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Google: tra le novità per Gmail e YouTube, spiccano le Storie nei risultati di ricerca

Google, il colosso delle ricerche internet, ha appena annunciato una serie di importanti novità che cambieranno il volto delle sue ricerche e del modo in cui si usa la posta elettronica, senza dimenticare la sua celeberrima piattaforma di video sharing.

Software e App
Pubblicato il 14 febbraio 2018, alle ore 09:48

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Google: tra le novità per Gmail e YouTube, spiccano le Storie nei risultati di ricerca

Google è una presenza che, spesso, viene data per scontata, essendo il principale motore di ricerca e browser del web. Tuttavia, anche le ultime novità nate in seno a Mountain View meritano una certa attenzione, visto l’ampio raggio dei settori che vanno a coinvolgere, tra cui le ricerche, la posta elettronica, ed il video sharing.

Nel primo caso, ha destato una certa sensazione il fatto che Google voglia introdurre, tra i risultati di ricerca in ambito mobile, le Storie. Queste ultime saranno basate sulla tecnologia “AMP” (Accelerated Mobile Pages), già usata per accelerare il caricamento di alcuni articoli (contraddistinti da una saetta grigia) nei terminali mobili, eliminando gli elementi superflui e precaricandone il contenuto nella cache del device, e saranno costituite da un mix di immagini, video, animazioni e testi, per raccontare un dato evento o elemento: una volta alloro interno, l’utente potrà spostarsi da un contenuto all’altro semplicemente toccando i bordi del display (destro per avanzare, sinistro per tornare indietro). Nella fase iniziale di questo esperimento, già in corso, verranno visualizzate solo le Storie di partner selezionati coinvolti nel progetto: tra questi, i più blasonati sono editori del calibro di CNN, Cosmopolitan, Mashable, SBNation, The Washington Post, e Wired. 

Secondo il product manager di Gmail, Aakash Sahney, la tecnologia AMP verrà introdotta anche nella principale app di posta elettronica del gruppo (Gmail, appunto) in modo da accelerare il caricamento delle mail, e sì da consentire tutta una serie di operazioni senza dover uscire dalla mail: nello specifico, si potrà fissare un appuntamento, confermare l’adesione ad un evento, compilare un questionario, direttamente dalla missiva digitale aperta. Nello stesso modo, grazie alla collaborazione con alcuni partner, si potrà interagire con i contenuti di un sito senza dover aprire il browser per farvi il proprio ingresso: ad esempio, grazie a Booking – all’interno di una mail – si potrà vedere le ultime offerte e visionare le camere di un albergo, mentre tramite Pinterest sarà possibile navigare tra varie immagini, e salvare le preferite nel proprio account. 

Sempre al tema della posta elettronica va ascritta la notizia secondo cui Google ha portato nel Play Store anche Gmail Go, ovvero la versione leggera della medesima app, concepita per i dispositivi con ridotte capacità di elaborazione: installandola tramite l’apk disponibile nella repository ApkMirror, sarà possibile disporre delle principali funzioni della versione normale, con qualche animazione in meno, e qualche ottimizzazione in più. 

Infine, YouTube Go, la versione light dell’omonima piattaforma di videosharing. Estesa ad altri 130 paesi nelle scorse settimane, l’app in questione sta ricevendo il roll-out della versione 1.01.61 che porta in dote varie novità: nella fattispecie, sarà possibile visionare le anteprime dei video, senza che la loro riproduzione parta in automatico, e – con un pulsante al loro interno – si potrà scegliere la risoluzione alla quale riprodurre manualmente il video prescelto. Inoltre, come nella versione normale dell’app, sarà possibile avanzare di 10 secondi, o tornare indietro dello stesso timing, semplicemente tippando a destra o a sinistra nello spazio di riproduzione. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Trovo che l'impiego della tecnologia AMP in vari ambiti di utilizzo googleiani sia positivo ma, tuttavia, mi lascia perplesso l'arrivo delle Storie nei motori di ricerca, abitualmente contraddistinti da risultati di ricerca piuttosto sobri. Per il resto, è un bene che le versioni "Go" delle app googleiane diventino più disponibili: nel caso degli utenti occidentali, le risorse hardware non sono un problema, ma risparmiare un po' di traffico dati fa comodo anche da queste parti.

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