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Gavin Neate realizza un app per non vedenti che semplifica la loro vita

Gavin Neate, dopo aver lavorato come addestratore di cani guida per non vedenti, realizza una app che permette di interagire con un attraversamento pedonale o con un locale pubblico, usando il proprio dispositivo smartphone oppure la propria voce.

Software e App
Pubblicato il 5 gennaio 2020, alle ore 00:01

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Gavin Neate realizza un app per non vedenti che semplifica la loro vita

Grazie all‘innovazione ed al progresso degli ultimi anni, è stato possibile diffondere tecnologie all’avanguardia per un pubblico sempre più ampio e variegato. La convenienza e la funzionalità che la tecnologia porta alla maggior parte di noi – ogni giorno – potrebbero effettivamente indirizzare e migliorare la vita di coloro che hanno disabilità ed handicap fisici.

In precedenza, la norma di “input” su un computer o un dispositivo mobile come uno smartphone di nuova generazione oppure un tablet era la tastiera tradizionale, ma con la società che cresce e si adatta a velocità simili alla tecnologia rilasciata, l’input basato sulla voce è sempre più comune, diventando uno dei modi più accettati per controllare i nostri dispositivi intelligenti.

In particolare, le persone non vedenti o con disabilità visive sono attualmente “fortunate”, perché mentre lasciamo l’innovazione tecnologica e l’invenzione dei sistemi ad attivazione vocale e dei sistemi di intelligenza artificiale alle aziende gigantesche, quelle più piccole lavorano instancabilmente 24 ore su 24 per trovare i modi in cui questi possono essere indirizzati a chi ne ha più bisogno.

Stiamo parlando con precisione di Gavin Neate, inventore dell’app che ha preso spunto dall’addestramento di cani idonei a prestare aiuto nei confronti delle persone non vedenti o con disabilità visive. Neate è riuscito – con il suo lavoro – ad ottimizzare le piattaforme sopra indicate, utilizzando una delle applicazioni pioniere nel campo da lui inventate, la quale permette ai disabili di comunicare – ad esempio – con un attraversamento stradale pedonale – molto pericoloso per un non vedente – usando il proprio cellulare o voce.

Per quanto riguarda invece le attività di routine, come la visita presso un centro commerciale o un bar, locali che vogliono poter garantire un’esperienza sicura e confortevole a tutti i loro clienti disabili – a volte – possono trovare difficoltà, ed è per questo che è stata inventata l’app “Welcome”. L’app di Gavin permetterà di comunicare eventuali esigenze particolari o richieste specifiche di assistenza tra il singolo locale ed il cliente stesso, prima ancora che giunga sul posto e che utilizzi i servizi offerti dal locale in cui si trova.

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Cosa ne pensa l’autore
Carlo Crescenzi

Carlo Crescenzi - Direi che è la direzione giusta per aiutare chi soffre di disabilità fisica, tra cui i malati di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), che si vedrebbero sempre più agevolati nel comunicare ciò che sentono e nell'usare la tecnologia alla pari rispetto a chi ha tutte le possibilità di farlo. Importante la capacità di interagire con gli spazi urbani così come quella di comunicare in anticipo le proprie esigenze, in modo da poter pianificare e organizzare meglio il tempo. Penso che la tecnologia intelligente, usata con questi scopi, sia una grandissima ed irrinunciabile innovazione ed in futuro: la sua applicazione potrebbe migliorare ideando sistemi avanzati di lettura istantanea del DNA, di prevenzione delle malattie, dei possibili pericoli dello spazio esterno, abili a cercare soluzioni che possano favorire quanto più possibile la capacità di movimento e di relazione con altri individui da parte dei disabili.

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