OpenAI cambia passo: immagini ultra-rapide, ChatGPT diventa piattaforma e l’AI per il codice entra in una nuova fase

OpenAI presenta tre novità chiave che rafforzano ChatGPT come piattaforma completa, tra generazione visiva più veloce e controllata, apertura alle app di terze parti e un modello avanzato pensato per lo sviluppo software professionale.

OpenAI cambia passo: immagini ultra-rapide, ChatGPT diventa piattaforma e l’AI per il codice entra in una nuova fase

OpenAI chiude l’anno con tre annunci che delineano con chiarezza l’evoluzione del suo ecosistema, sempre più orientato a un’integrazione profonda tra creatività, produttività e sviluppo professionale. Dall’importante aggiornamento di ChatGPT Images, che accelera la generazione visiva e rende l’editing più preciso, all’apertura di ChatGPT alle app di terze parti, fino al debutto di GPT-5.2-Codex pensato per il coding avanzato, emerge una strategia che punta a trasformare l’AI in uno strumento centrale e continuo nei flussi di lavoro quotidiani, non più limitato alla sola conversazione testuale.

ChatGPT Images si rinnova: editing più preciso e generazione fino a quattro volte più rapida

OpenAI ha avviato il rilascio globale di una versione profondamente aggiornata di ChatGPT Images, introducendo miglioramenti sostanziali sia sul piano tecnologico sia su quello dell’esperienza d’uso. Il nuovo sistema si basa su quello che l’azienda definisce il proprio modello di generazione di immagini più avanzato fino a oggi, con un focus chiaro su tre aspetti chiave: velocità, precisione e controllo creativo.

La generazione delle immagini risulta ora fino a quattro volte più rapida rispetto alla versione precedente, un salto che incide in modo diretto sulla fluidità del lavoro creativo e sulla possibilità di iterare più rapidamente su idee e concept visivi. Alla base dell’aggiornamento c’è una visione più ampia del ruolo di ChatGPT, come spiegato da Fidji Simo, CEO delle Applications di OpenAI. L’obiettivo è andare oltre un’interazione puramente testuale e avvicinarsi al modo naturale in cui le persone pensano e comunicano, fatto anche di immagini, schemi visivi e rappresentazioni spaziali. In questo senso, ChatGPT Images non è più solo uno strumento di generazione, ma diventa progressivamente uno spazio creativo integrato, capace di affiancare l’utente in attività visive complesse senza spezzare il flusso di lavoro.

Uno dei miglioramenti più evidenti riguarda l’editing puntuale delle immagini. Quando l’utente richiede una modifica specifica, il nuovo modello segue le istruzioni con maggiore affidabilità, intervenendo solo sugli elementi indicati e preservando ciò che definisce l’identità visiva dello scatto. Illuminazione, composizione, proporzioni e resa dei soggetti rimangono coerenti anche dopo più passaggi di modifica. Questo approccio selettivo consente interventi più controllati, dalle correzioni fotografiche alle prove virtuali di abbigliamento e acconciature, fino a trasformazioni stilistiche che non snaturano l’immagine originale.

Il sistema si dimostra efficace anche nelle operazioni di aggiunta, rimozione, fusione o combinazione di elementi, mantenendo una continuità visiva che in passato risultava più difficile da ottenere. Le trasformazioni creative beneficiano inoltre di una maggiore flessibilità: è possibile modificare layout, inserire testo o applicare stili visivi anche senza fornire prompt complessi, grazie a preset e filtri disponibili nella nuova sezione Images di ChatGPT. Questo spazio dedicato, accessibile sia dall’app mobile sia da web, è pensato per favorire l’esplorazione rapida e viene aggiornato regolarmente per riflettere tendenze e casi d’uso emergenti. Sul piano tecnico, il modello mostra progressi significativi nella capacità di seguire istruzioni strutturate e di mantenere relazioni precise tra gli elementi all’interno di una composizione.

Questo si traduce in risultati più affidabili anche in scenari complessi, come griglie articolate o immagini informative con più livelli di contenuto. Migliora inoltre la resa del testo all’interno delle immagini, con una gestione più accurata di caratteri piccoli e testi densi, aspetto cruciale per infografiche, layout editoriali e materiali informativi. Le stesse innovazioni sono disponibili anche tramite API con GPT Image 1.5, rendendo il modello particolarmente interessante per utilizzi professionali legati a marketing, branding ed e-commerce. La capacità di preservare loghi e visual chiave attraverso le modifiche lo rende adatto alla creazione di cataloghi di prodotto completi a partire da una singola immagine sorgente. A questo si aggiunge una riduzione dei costi di circa il 20% per input e output rispetto alla generazione precedente, permettendo più iterazioni a parità di budget.

L’aggiornamento di ChatGPT Images è già disponibile a livello globale per tutti gli utenti di ChatGPT e per chi utilizza le API, mentre la versione precedente resta accessibile come GPT personalizzato. L’interfaccia Images è in distribuzione per la maggior parte degli utenti, con l’estensione ai piani Business ed Enterprise prevista in un secondo momento. Nel complesso, il rilascio rappresenta un passo deciso verso un’AI sempre più integrata nei processi creativi, capace di offrire controllo, velocità e qualità in un unico ambiente.

ChatGPT si apre alle app: nasce l’App Store che trasforma il chatbot in una piattaforma

OpenAI ha ufficialmente aperto ChatGPT alle applicazioni di terze parti, segnando un passaggio chiave nell’evoluzione del chatbot da semplice assistente conversazionale a vera e propria piattaforma. Con il debutto della ChatGPT App Directory, attualmente in fase beta, gli sviluppatori possono inviare le proprie app per l’integrazione diretta all’interno delle conversazioni, dopo un processo di revisione. Le app sono accessibili tramite la nuova sezioneApps” nel menu laterale e possono essere richiamate manualmente, menzionate durante il dialogo o persino suggerite automaticamente da ChatGPT in base al contesto. L’obiettivo dichiarato è rendere l’esperienza più concreta e operativa, permettendo all’utente di svolgere azioni specifiche come creare contenuti, gestire attività lavorative o interagire con servizi esterni senza uscire dalla chat. Per gli sviluppatori, OpenAI mette a disposizione un Apps SDK dedicato alla creazione di esperienze “chat-native”, con requisiti stringenti su sicurezza e tutela dei dati, mentre agli utenti viene garantito il pieno controllo sulle integrazioni attive. Sul fronte economico, la strategia di monetizzazione è ancora in fase di sperimentazione, con un primo focus sulle transazioni verso siti esterni e possibili estensioni future ai beni digitali. L’apertura dell’App Store rappresenta così una mossa strategica che ridefinisce il ruolo di ChatGPT nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale, avvicinandolo sempre di più a un hub centrale di servizi e funzionalità.

GPT-5.2-Codex debutta ufficialmente: l’AI di OpenAI pensata per il codice entra nella fase matura

OpenAI ha avviato la distribuzione di GPT-5.2-Codex, una nuova variante della famiglia GPT-5.2 progettata per affiancare sviluppatori e team tecnici nei contesti di programmazione più complessi. Il modello nasce come evoluzione diretta delle precedenti versioni Codex e si concentra soprattutto sulla gestione di grandi repository, sulle modifiche progressive del codice e sui progetti di lunga durata, ambiti in cui la coerenza nel tempo rappresenta una sfida cruciale. Tra i miglioramenti più rilevanti spicca la capacità di mantenere il contesto operativo in modo più efficiente, riducendo il consumo di token e limitando le incoerenze durante refactoring estesi o migrazioni tecnologiche. GPT-5.2-Codex mostra inoltre una maggiore affidabilità nell’uso degli strumenti di sviluppo, un supporto più solido agli ambienti Windows e capacità visive più mature per interpretare diagrammi, interfacce e materiali tecnici utili nelle fasi di revisione. I primi benchmark indicano progressi misurabili rispetto alla versione standard di GPT-5.2, mentre la distribuzione controllata riflette l’attenzione di OpenAI verso un utilizzo professionale e responsabile, soprattutto nei contesti legati alla sicurezza del software.

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