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Android Play Store: presenti app colme di malware, bannate quelle (legali) per i prestiti

Google, secondo quanto segnalato dal Wall Street Journal, avrebbe rimosso diverse app colpevoli d'aver proposto prestiti a condizioni ritenute dannose: intanto, però, dovrà anche fare qualcosa contro le applicazioni malevoli appena scovate da Dr. Web.

Software e App
Pubblicato il 14 ottobre 2019, alle ore 10:04

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Android Play Store: presenti app colme di malware, bannate quelle (legali) per i prestiti

Dopo la scoperta di come il malware Joker abbia infettato circa 24 app presenti nel Play Store di Android, e il rinvenimento nella stessa sede, ad opera di Symantec, di almeno 25 app colme di fastidioso adware, l’ex Play Market di Google continua ad essere insidiato dal continuo insinuarsi di applicazioni dannose, esattamente come quelle, adulterate con pericolosi virus, appena individuate dalla security house russa Doctor Web. Nel contempo, però, Google tenta di fare qualcosa contro le app che propongono business “eticamente discutibili“.

Forte della sua più che ventennale esperienza nel settore della sicurezza digitale, l’azienda che ha dato i natali al famoso antivirus Dr. Web ha notato come alcune applicazioni, realizzate da sviluppatori differenti ed appartenenti alle più svariate categorie di successo, siano state addizionate con vari malware decisamente pericolosi. 

Nello specifico, alcune applicazioni del tipo “fotocamera” (tra cui Green Camera) montavano i virus Android.Click.325.origin o Android.Click.781 cui è stato imputato l’aver iscritto gli utenti a esosi abbonamenti in sovrapprezzo, mentre – sempre in ambito di imaging – alcune applicazioni deputate a inserire filtri nella fotocamera, o ad editare le immagini (Cell Camera, Compose Camera, Mentor Security, Photo Editor, Display Wallpaper, Pledge Clean) presentavano il trojan Android.Jocker specializzato nell’aprire una backdoor sul terminale vittima.

Altre applicazioni popolari, tra cui Yobit Trading e Encontre Mais, integravano malware (Android.Banker.352.Origin) finalizzato a sottrarre il controllo degli account rubando i dati dell’autenticazione bi-fattoriale e, nel novero complessivo di quanto scoperto da Doctor Web, risultavano presenti anche videogame molto scaricati, come nel caso di Motocycle Road 2D, indebitamente arricchiti del virus Android.DownLoader.921.origin, specializzato nel fare da trojan per scaricare, a sua volta, altri virus. 

In attesa che sia nota la reazione di Google a quanto segnalato dalla software house russa, a proposito delle tante app adulterate presenti nel suo Play Store, il Wall Street Journal ha reso noto che Google ha bannato molte applicazioni, colpevoli di aver caldeggiato prestiti a condizioni ritenute dannose o ingannevoli (es. con anticipo sullo stipendio, o con tasso d’interesse annuo financo del 36%). 

Il problema, secondo quanto segnalato dalla responsabile (Mary Jackson) dell’associazione di categoria, la Online Lenders Alliance, è che Google sarebbe intervenuta nei riguardi di realtà le cui pratiche erano state debitamente autorizzate (quindi operatori legittimi), finendo in tal modo col danneggiare prevalentemente i clienti finali in cerca di prestiti “legali“. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Certamente è stato encomiabile da parte di Google l'aver voluto tracciare una linea divisoria tra ciò che può o meno essere proposto sul suo app store: tuttavia, va anche detto che il compito di Mountain View, nello specifico, è più che altro quello di tutelare gli utenti delle proprie app dal contrarre infezioni informatiche, più che quello di esprimere giudizi etici su business ritenuti legali dalle normative vigenti.

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