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Pupo si candida come direttore artistico del Sanremo post-Baglioni

In un’intervista rilasciata a "Il Tempo", Pupo non nasconde di vedersi bene nei panni di direttore artistico del Festival di Sanremo. Se dovesse ricoprire questo incarico, si concentrerebbe sull’obiettivo di rilanciare la canzone italiana soprattutto all’estero.

Musica
Pubblicato il 14 novembre 2018, alle ore 20:25

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Pupo si candida come direttore artistico del Sanremo post-Baglioni

Pupo, all’anagrafe Enzo Ghinazzi, si è concesso una lunga intervista a “Il Tempo“, in cui ha parlato dei suoi impegni sia a livello televisivo che musicale. Considerato un inarrestabile vulcano di idee, il cantante è attualmente alle prese con il suo incarico di giudice di “Strafactor“. Tutto ciò non gli preclude però la possibilità di poter parlare del suo futuro.

Come era logico aspettarsi, nei suoi piani di artista è sempre la musica ad avere un ruolo di primo piano. Da qui la partecipazione a “Strafactor” viene vista come un ritorno alle origini. “I paesi della Toscana pullulano di personaggi come questi”. Sulla base di questa premessa, ammette che è difficile essere considerato un vero e proprio giudice, ma sarebbe più corretto essere definito “un tramite nei confronti del pubblico”.

Parlando del piccolo schermo, il cantante riconosce che negli ultimi anni c’è stata una trasformazione dell’offerta televisiva. L’evoluzione che stiamo vivendo ha dato vita a fiction dalle quali emergono nuovi attori e registi. Dall’altro canto i reality hanno assorbito gran parte del palinsesto. Pupo riconosce che questo tipo di format non lo fa impazzire, da qui si spiega la sua scelta di non prendere parte a tali programmi. A non andargli a genio sono temi come la condivisione e la promiscuità. In questo contesto a resistere sono solo gli show di Fiorello. “Solo lui riesce ancora a fare grandi numeri con il varietà“.

Passando poi a trattare argomenti a lui più familiari, non si può non tirare in ballo il Festival di Sanremo. Lo showman riconosce che anche la manifestazione canora più importante a livello nazionale si è trasformata, arrivando ad essere nient’altro che uno spettacolo televisivo. “Nessuno va contro Sanremo e per non portare a casa un successo bisogna essere proprio incapaci”. A questo punto non nasconde la nostalgia per il palco dell’Ariston ma, a quanto pare, il paroliere non ha intenzione di tornare come artista in gara.

Il suo desiderio è poter assumere il ruolo più prestigioso di direttore artistico. In altre parole si candida per il dopo Baglioni. E nel farlo riconosce di avere in serbo un progetto molto particolare, in quanto vorrebbe dare al Festival un taglio più internazionale, specie per quanto riguarda la scelta dei brani; vorrebbe dunque ascoltare nuove canzoni che siano capaci di imporsi anche all’estero. “Oggi c’è attenzione solo nei confronti di rap e trap. Invece ci sono canzoni come “Su di noi” o “Sarà perché ti amo” che vengono ancora suonate dai giovani a distanza di anni e che sono state veicolate proprio da quella vetrina”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - L’idea di Pupo la ritengo molto interessante. Vorrebbe far ritornare la magia del Festival degli anni ’80, quando la manifestazione altro non era che la vetrina per canzoni orecchiabili, i cui ritornelli diventavano dei tormentoni riproposti a livello internazionale. Oggi tutto ciò non esiste più, quell’atmosfera è svanita, anche perché i brani non sono più quelli di una volta.

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